| Dalla ceramica tradizionale alla "nuova ceramica".
Prospettive per lo sviluppo di Faenza nella globalizzazione economica. Ricerca diretta da Everardo Minardi |
LA CERAMICA DUCALE DI URBANIA, L’ANTICA CASTELDURANTE
di Giorgio Cavazzoni
1.Il contesto economico |
1. Il contesto economico
Urbania si estende su di un territorio di Kmq 77,79 nell’alta valle
del Metauro, a Nord della regione
Marche. Conta una popolazione di poco più di 6.000 abitanti.
La struttura economica del territorio si caratterizza ancora per una
relativa elevata attività agricola
della popolazione (circa l’11% di quella attiva) e una consistente
presenza di attività artigianali:
produzione di oggetti in ferro battuto, di tappeti, di mattoni fatti
a mano che danno occupazione a
circa il 36% degli addetti al settore manifatturiero.
Alla fine degli anni ‘50 il jeans ha cambiato l’economia della zona,
trasformando numerose attività
agricole e artigianali in industria legata al tessile-abbigliamento.
Tale settore negli ultimi anni, pur consolidandosi in seguito alla riconversione
delle imprese, conosce
tuttavia un continuo processo di restringimento occupazionale.
Il Comune di Urbania punta, attraverso il rilancio del settore ceramico,
a creare un nuovo evento
economico, fondato sul rilancio dell’artigianato artistico, sul recupero
del centro storico, sul turismo,
al fine di creare nuove occasioni di lavoro soprattutto per i giovani.
Si tratta oggi di ripercorrere l’itinerario che nel ‘500 vide l’affermarsi
della ceramica: in quell’epoca a
Casteldurante (l’antico nome di Urbania) per effetto principalmente
della committenza dei Duchi di
Urbino, nacque e si sviluppò la ceramica artistica, creando
benessere economico e occupazione in
tutto il Montefeltro.
Oggi tocca agli enti locali tentare di far ripartire una iniziativa
per restituire nuova linfa vitale alle
istituzioni ceramiche esistenti e per un nuovo rilancio economico fondato
su una produzione di
assoluto livello artistico.
2. La ceramica ducale
Urbania, si è detto, è l’antica Casteldurante del Ducato
di Urbino, uno dei centri più rilevanti del
Rinascimento in Italia per la maiolica. Il quadro di base era costituito
dalla presenza dell’argilla fine
del fiume Metauro e dalla committenza molto qualificata del Ducato.
Casteldurante, fra il XV e il XVI secolo si distinse da Faenza e dagli
altri grandi centri italiani della
maiolica per l’invenzione e l’elaborazione di particolari decorazioni.
Lo stesso genere pittorico detto
"istoriato" viene fatto risalire in origine proprio a Casteldurante.
Dopo il grande fulgore del XVI secolo, la ceramica durantina si ritirò
in ambiti più circoscritti, senza
tuttavia mai spegnersi.
Alla fine del ‘700 la famiglia Albani impiantò una fabbrica di
terraglia "all’uso di Inghilterra" nel
Palazzo Ducale. Ma con il trasferimento a Pesaro degli stessi Albani
(1864) l’arte ceramica subisce
un declino, riducendosi esclusivamente a ceramica d’uso di scarso valore
artistico. Si completa così
quel ciclo di relativo declino che aveva preso le mosse con la devoluzione
del Ducato e il suo ritorno
allo Stato della Chiesa. La perdita di importanza politica del territorio
coincise con una grande
flessione della produzione ceramica.
Gran parte delle collezioni durantine prese la via di altri centri nazionali
o di altri Paesi, al punto che
oggi la pressoché totale produzione di maioliche è conservata
fuori dall’originale luogo di produzione,
nelle collezioni private e pubbliche di tutto il mondo.
3. La situazione attuale
Negli anni del secondo dopoguerra Federico Melis, ceramista di origine
sarda, conferì nuovo impulso
alla continuazione della maiolica, fondando botteghe e promuovendo
giovani talenti. Egli aprì, nelle
antiche stalle del Palazzo Ducale di Urbania, una fabbrica di ceramica,
insieme alla moglie Elisa
Carano, anch’essa ceramista. La produzione non imita e non copia dall’antico,
ma è del tutto
moderna. In seguito il Melis fondò la "Scuola Artigiana arte
ceramica Metauro" da cui scaturì quasi
subito la fabbrica "Arte ceramica Metauro". La bottega-scuola forma
nuovi talenti e contribuisce alla
nascita di nuove fabbriche. Accanto a queste operano a tutt’oggi a
Urbania diverse botteghe e
laboratori che producono ceramica secondo gli antichi moduli.
Queste botteghe rappresentano un preciso punto di riferimento culturale
e artistico e al tempo stesso
una fonte di reddito e di lavoro per i giovani che, attraverso la produzione
dell’istoriato durantino,
hanno cominciato a farsi conoscere.
E’ in atto, quindi, da diversi anni, un tentativo di ripercorrere la
cultura ceramica di Casteldurante. In
questi ultimi tempi si è impostata una operazione di rilancio
che riguarda diversi aspetti: storici,
promozionali, produttivi, turistici.
Questo progetto di rilancio sarà segnato simbolicamente anche
dall’aggiornamento del nome della
città, da Urbania a Urbania-Casteldurante.
Nel 1994 a Urbania è stata riconosciuta la caratteristica di
"zona di produzione di ceramica artistica e
tradizionale", unico comune delle Marche, assieme ad altri 25 comuni
sul piano nazionale, per effetto
della Legge 188 del ‘90, successivamente aggiornata alla normativa
comunitaria europea. Il relativo
marchio viene riportato sulle opere degli artigiani che rispondono
alle caratteristiche indicate nel
"disciplinare" approvato dalla Regione e dal Consiglio Nazionale Ceramico.
4. Il recupero del patrimonio storico
Il fervore produttivo-culturale che ha animato Casteldurante-Urbania
nei secoli ha lasciato
testimonianze di notevole rilevanza, soprattutto per quanto riguarda
le istituzioni museali:
Museo civico, sezione della ceramica e fondo
Ubaldini dei disegni e stampe. Sono conservati
nel Museo civico reperti e frammenti della
ceramica durantina fino al ‘700 e una notevole
raccolta di disegni d’epoca e di "cartoni"
dei più celebri ceramisti durantini dai quali sono tratti
istoriati e decoro. La sezione ceramica contiene
una notevole raccolta di ceramiche "popolari"
provenienti da tutte le regioni d’Italia.
Inoltre, nel Museo sono raccolte le ceramiche di Federico
Melis, ceramista sardo vissuto in Urbania
nel dopoguerra;
Museo diocesano, raccolta di ceramiche. Contiene
una notevole collezione di opere prodotte
esclusivamente da ceramisti locali o da altri
artisti operanti nei secoli XIII e XV, oltre a
numerosi artisti contemporanei di Urbania.
I musei esistenti, pur prestigiosi, hanno collezioni comunque inadeguate
sia in quantità che in qualità
rispetto alla grande ricchezza della produzione calsteldurantina. Per
tali ragioni si ritiene, da parte del
Comune di Urbania, di dover procedere ad un recupero della memoria
storica della produzione ducale
come presupposto ad ogni operazione di rilancio della ceramica durantina.
Il proposito è di rifare in qualche modo la stessa operazione
compiuta da Cipriano Piccolpasso che nel
1548 illustrò nel suo trattato Li tre Libri dell’Arte del Vasaio
i diversi passaggi e segreti dell’arte,
assumendo la prestigiosa posizione di grande e unico didascalico della
ceramica italiana.
Per realizzare tale progetto di ricostruzione storica si intende fare
affidamento sulla moderna
tecnologia informatica.
Le immagini, le documentazioni debbono tornare ad essere riunite, catalogate,
studiate,
sistematizzate, messe in relazione tra di loro. In tal modo si può
aspirare a ricostruire il "tesoro" della
tradizione storica durantina sulla base della quale programmare un
rilancio di una scuola locale, non
solo per la riproduzione delle antiche maioliche ma anche il fervore
di una rinnovata ricerca artistica e
di moderno artigianato. Con un sistema di documentazione informatica
in CD Rom è possibile
raccogliere tutte le immagini della ceramica, tutte le notizie e rielaborarle.
L’obiettivo è costruire un Centro di documentazione, un vero
e proprio "Museo virtuale della
Ceramica ducale" che abbia la sua sede a Casteldurante. Successivamente
tale Centro cercherà di
raccogliere tutta la documentazione della ceramica marchigiana, censendo
anche gli artisti
contemporanei.
5. - La dimensione promozionale
Il Centro di documentazione può a sua volta essere affiancato
dalla creazione di un "Centro Studi
Ceramici" in collaborazione con l’Università di Urbino e con
la finalità di sostenere lo sviluppo delle
istituzioni ceramiche esistenti, in particolare gli Istituti d’arte
(Pesaro, Urbino e Gubbio). Tale
iniziativa dovrebbe inoltre aumentare il ventaglio di studi, allargandosi
a specializzazioni sul restauro
della ceramica, sulla ceramica popolare e sull’uso dei materiali.
Negli ultimi anni, comunque, sono sorte numerose iniziative promozionali
di rilievo. L’Associazione
degli Amici della Ceramica raccoglie artisti, amatori, autodidatti,
appassionati, studiosi e giovani
interessati a promuovere e rinnovare l’antica arte della ceramica durantina.
Organizza corsi, mostre e
iniziative. Ha sede presso i locali del Palazzo Ducale, messi a disposizione
dal Comune di Urbania.
Un’importante attività promozionale viene svolta dalla Associazione
"Amici della Ceramica" con la
tenuta di annuali corsi-vacanza di ceramica, che rappresentano una
proposta culturale e turistica
rivolta a fruitori italiani e stranieri. Corsi base e mirati di una
settimana, presso le botteghe dei
ceramisti e la sede dell’Associazione, unitamente a un pacchetto-soggiorno,
pubblicizzati in quattro
lingue.
Un’altra attività promozionale si segnala nel Centro sociale
di Ceramica d’Arte "Cipriano
Piccolpasso" che, sotto forma di atelier, è aperto a qualsiasi
artista, giovane o appassionato, con
l’intento di scoprire e valorizzare le capacità artistiche e
ceramistiche, alimentando l’apertura di nuove
botteghe.
Presso il Palazzo Ducale di Urbania si svolge annualmente la "Mostra
di Ceramica Moderna" che, in
prospettiva, dovrebbe alternarsi con una mostra retrospettiva sulle
collezioni ceramiche private o
pubbliche.
6. I riflessi produttivi
In questi ultimi anni, grazie alle iniziative promozionali avviate,
si sono sviluppate in alcuni locali del
centro urbano almeno 5 nuove botteghe di ceramica, una delle quali
si occupa di restauro.
Questa rinascita di iniziative artigiane suggerisce la costituzione
di un "Consorzio ceramisti" con il
compito di curare lo sviluppo della produzione attuale e la partecipazione
alle mostre e alle altre
manifestazioni.
Ad Urbania è ancora aperta e funzionante una fornace che produce
i mattoni mediante l’antica
tecnica manuale. La fornace è inserita nell’elenco ristretto
delle ditte della Soprintendenza, che
producono mattoni adatti ai restauri.
Accanto alla cura e l’attenzione agli aspetti tradizionali dell’arte
ceramica, il comune di Urbania punta
anche alla creazione di nuove figure professionali nel settore. Tra
queste il "designer ceramico
informatico". Si tratta di una figura professionale in grado di ripercorrere
la funzione dei disegnatori
dei "cartoni" del ‘500. Così come allora le forme, le decorazioni,
le figure allegoriche potevano essere
usate in forme artistiche diverse, oggi si può mettere a disposizione
l’enorme varietà di disegni e di
forme della ceramica, soprattutto decorativa, attraverso le infinite
possibilità di rielaborazione che
offre l’informatica. La costruzione di una figura professionale di
progettista e rielaboratore in
Cad-Cam di moduli stilistici e decorativi ceramici per progettazione
applicata si può oggi validamente
inserire sia presso il lavoro dei ceramisti artigiani che nell’industria
ceramica di qualità, nella ceramica
d’arredo nonché nei settori (tessuti, moda, grafica) che già
oggi traggono dalla ceramica parte delle
loro elaborazioni.
Infine, rientra nei progetti comunali la creazione di un "Centro di
Vendita della ceramica" da collocarsi
nel cortile minore del Palazzo Ducale. Nel Centro si dovrebbero concentrare
le ceramiche di tutte le
botteghe locali per la vendita diretta oppure per indirizzare le richieste
all’itinerario delle botteghe
artigiane presenti nella città.
7. L’apporto del turismo
Il centro storico di Urbania, per la sua dimensione ridotta e per l’organizzazione
razionale degli spazi,
ricchi di vie e di piazze che si incrociano a rete, si presta particolarmente
a essere valorizzato con uno
sviluppo delle attività artigianali che, proprio nel reticolo
di vicoli, possono trovare una collocazione
senza gerarchie di posizione.
Il Palazzo Ducale, vero perno della città, per la sua forma aperta
si presta ad essere il centro dei
percorsi, che possono unire le motivazioni culturali e turistiche con
lo shopping e il semplice ristoro.
L’organizzazione attuale del "percorso della ceramica" si sviluppa dall’ufficio
turistico del palazzo
Ducale per poi pervenire al Museo diocesano, alle botteghe, al Museo
civico e al Centro sociale
"Piccolpasso". La direttrice Pesaro-Urbino-Urbania attinge soprattutto
al turismo stagionale della
costa adriatica.
Tuttavia la vicinanza di un polo di attrazione turistica e universitaria
come Urbino consente di
progettare una affluenza anche in altri momenti dell’anno.
8. Conclusioni
L’area territoriale dei comuni di Pesaro, Urbino, Urbania, Gubbio e
Fratte Rosa coincide in gran parte
con il territorio dell’antico Ducato di Urbino. In quest’area la ceramica,
nel più ampio ventaglio delle
sue componenti, dal cotto per l’edilizia alle maioliche più
preziose, è stata la maggiore espressione e
sintesi d’arte e di artigianato, in grande e in piccola scala, per
vari secoli fino al nostro, quasi senza
soluzione di continuità.
L’area è, inoltre, caratterizzata da città storiche solo
marginalmente toccate dallo sviluppo industriale
e da centri storici in parte rimasti integri ma con un elevato rischio
di "museificazione" e di degrado
funzionale.
La crisi e l’affievolirsi, tutte moderne, della tradizione culturale
ed economica dell’attività ceramica in
questi territori, si collegano alle problematiche del degrado e del
recupero urbano dei centri storici,
soprattutto delle "città antiche" come Urbania.
Il recupero dell’arte ceramica si deve perciò sviluppare nell’interezza
del suo ciclo produttivo e della
sua "scalarità" a livello urbano: dal quartiere al palazzo,
dall’oggetto di arredo all’oggetto d’uso.
La "bottega" artigiana di lavorazione della ceramica è stata
segno di produttività, di creatività e
ideazione, di progetto e di modello per un centro storico vivo. Se
il ciclo del passato si è compiuto,
esso può ancora riproporsi pur con manualità diversificate
e specializzate, con l’utilizzo di nuove
tecnologie dell’informazione, con la creazione di relazioni e di reti
che favoriscano lo scambio tra i
valori economici, culturali e professionali della migliore espressione
dell’arte e dell’artigianato di
quest’area.
L’attività di trasformazione della ceramica può rappresentare
qui una idea guida, lo strumento
trainante per la rivitalizzazione dei centri storici. Essa può
recuperarne la funzione socialmente e
culturalmente aggregante su piani diversi:
- nel restauro edilizio e urbanistico;
- nella costituzione di poli museali quali centri di conservazione, studio e incontro;
- nella rifondazione e sperimentazione di una formazione didattica e professionale;
- nella installazione di nuove botteghe artigiane pilota;
- nella indicazione dei centri storici come luoghi di eccellenza della
comunicazione contemporanea,
innestati con i più avanzati strumenti tecnologici.
Cultura, storia e tecnologia paiono quindi essere i cardini di un rilancio
delle antiche città della
ceramica come Urbania.
Dalla fine degli anni ‘70, raccogliendo gli stimoli che venivano dai
più sensibili studiosi
dell’architettura storica, le amministrazioni comunali hanno iniziato
a predisporre piani
particolareggiati del centro storico. Non solo le città d’arte,
ma anche i centri minori fino ai piccoli
borghi murati che caratterizzano l’Italia centrale hanno cominciato
a fissare norme di intervento e
recupero.
Purtroppo non sempre l’intervento teso a recuperare un manufatto degradato
appare soddisfacente.
Molte sono le cause, ma non ultima appare la carenza della produzione
di elementi strutturali o
decorativi che possono essere impiegati nell’integrazione o nella sostituzione
di quelli
irrimediabilmente degradati. La produzione di elementi in cotto con
marchio di qualità consentirebbe
un impiego intelligente e rispettoso della conservazione del manufatto.
La produzione artigianale ceramica di qualità, intesa come processo
produttivo fortemente creativo, si
coniuga in maniera equilibrata con luoghi di produzione ubicati in
centri ad elevato valore
storico-ambientale.
Pertanto occorre evitare che le attività artigiane, in quanto
funziona "povera", vengano espulse per far
posto a funzioni più ricche. Questo processo di espulsione determina
un logoramento del tessuto di
relazioni sociali ed economiche che porta ad uno snaturamento delle
caratteristiche ambientali tipiche.
Accanto a questo, si presenta il problema delle condizioni disagiate
in cui spesso operano gli artigiani,
a causa di locali che risultano inadeguati per dimensione, volumetria,
aerazione, luminosità, nonché a
causa delle difficoltà di traffico e carenza in generale di
servizi tecnologici.
L’attività progettuale attivata presso il Comune di Urbania si ispira alle metodologie di intervento UE:
- integrazione tra attività economiche e iniziative culturali e sociali;
- messa a punto di una strategia integrata e finalizzata tra diversi attori locali;
- complementarietà con altri programmi comunitari operanti nella zona di intervento.
L’innovazione, la trasferibilità e la dimostratività sono
assunti quali elementi portanti delle strategie di
progetto.
Esso vuole proporre un recupero integrato del tessuto urbano del centro
storico inteso non solo come
recupero degli spazi, ma soprattutto come recupero sociale, economico,
culturale attraverso azioni
mirate alla sistematizzazione delle conoscenze del patrimonio storico-culturale,
all’innalzamento dei
livelli qualitativi della produzione, alla professionalizzazione degli
operatori, all’ampliamento degli
spazi economici che potranno consentire una dinamicizzazione dell’offerta
con favorevoli
ripercussioni sulla stabilizzazione del tessuto socio-economico in
generale e occupazionale in
particolare.
La costituzione, riattivazione e potenziamento dei centri museali della
ceramica durantina, con la
realizzazione di una rete telematica locale, è la base per attivare
quei flussi culturali e professionali
nazionali e transnazionali che rappresentano il cuore del progetto
di Urbania-Casteldurante.
Conclusivamente, si può rilevare come un passo successivo potrà
essere la messa in rete dei prodotti
attraverso la e-business. Sempre meno sembra utile affidarsi a cataloghi
di carta e ai soliti strumenti
di marketing: meglio aprire un sito Web su Internet. Basti per questo
un solo dato: il volume di e-mail
in Europa lo scorso anno è stato doppio rispetto al numero di
lettere inviate per posta. E’ evidente
che Internet resta solo uno strumento formidabile di comunicazione:
ci deve essere l’idea di business
giusta da comunicare. Da qui il passo è breve: la produzione
ceramica di qualità per svilupparsi
necessita di un mercato ampio, che né la promozione turistica,
né quella fieristica riesce
probabilmente a fornire.
Se per un verso e-business vuol dire commercio elettronico, ossia vendita
di beni attraverso la rete
Internet, dall’altro è ciò che consente alle aziende
di funzionare meglio attraverso un più efficace
utilizzo delle informazioni che fluiscono tra le aziende del mercato.
Si potrebbe dire, dopo aver creato
il museo virtuale della ceramica, che è forse tempo di pensare
ad un distretto virtuale della ceramica
la cui dimensione sia planetaria, semplicemente.