Prof. Everardo Minardi
Sociologia Generale

Strumenti metodologici

per la tesi di laurea

La preparazione della tesi di laurea richiede una preliminare conoscenza degli strumenti metodologici e tecnici di cui si può avvalere la ricerca sociale.

Si consiglia in proposito di prendere visione di alcuni testi di particolare concretezza ed utilità ai fini della impostazione della metodologia della ricerca che si deve adottare per ogni ricerca di carattere empirico.

Di seguito si propone un elenco di testi, reperibili presso la Biblioteca del Dipartimento di sociologia, e che fanno parte di una prestigiosa collana di testi editi dalla Sage Pubblications, di Londra.
 

Impostazione del disegno della ricerca e della sua metodologia

  • M.S.Lewis-Bech (ed.), Research Pratice
  • D.Layder, Sociological practice, Sage, London, 1998
  • T.E.Hedrick, L.Bickman, D.J.Rog, Applied Research Design
  • V.C. Demunck, E.J.Sobo, Using Methods in the Field, Sage, London, 1998
  • D.W.Stewart, M.A.Kamins, Secondary Research
  • A.P.Copeland, K.M.White, Studying Families
  • G.Maruyama, S.Deno, Research in Educational Settings
  • D.Remenyi (ed.), Doing Research in Business and Management, Sage, London, 1998
  • K.E.Grady, B.Strudler Wallston, Research in Health Care Settings
  • F.J.Fowler Jr, Survey Research Methods
  • M.I.Harrison, Diagnosing Organizations. Methods, Models and Processes,
Strumenti di indagine
  • F.Devine, Social Research.Methods in context, MacMillan, London, 1999
  • F.Zajczyk, Il mondo degli indicatori sociali, Nis, Roma, 1997
  • G.Trentini ( a cura), Oltre l'intervista. Il colloquio nei contesti sociali, Isedi/Utet, Torino, 1999
  • G.Trentini ( a cura), Oltre l'intervista. Il colloquio nelle organizzazioni, Isedi/Utet, Torino, 1999
L'impostazione di una ricerca qualitativa
  • B.Glassner, R.Hertz, Qualitative Sociology as Everyday Life, Sage, London, 1999
  • J.A.Maxwell, Qualitative Research Design (An Interactive Approach),
  • D.L.Jorgensen, Participant Observation. A Methodology for Human Studies,
  • D.W.Stewart, Focus Groups. Theory and Pratice,
  • D.L.Morgan, Focus Group as Qualitative Research
  • M.S.Feldman, Strategies for Interpreting Qualitative Data,
  • T.W.Lee, Using Qualitative Methods in Organizational Research, Sage, London, 1998
  • A.Lomi (a cura di), L'analisi relazionale delle organizzazioni, Il Mulino, Bologna, 1997
L'impostazione degli "studi di caso" (Case Studies)
  • R.K.Yin, Case Study Research. Design and Methods
  • J.Hamel, S.Dufour,D.Fortin, Case Study Methods
  • R.K.Yin, Applications of Case Study Research


Vademecum
per la redazione della dissertazione di laurea

a cura di Roberto Faben
(collaboratore del prof.Sebastiano Porcu)


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  • La fase di raccolta delle informazioni bibliografiche e dei dati.
    Per redarre una tesi di laurea si può individuare un percorso standard che può valere sia per analisi di tipo teorico sia per ricerche empiriche. Una volta individuata l'area tematica sulla quale indagare, è necessario iniziare l'analisi delle principali fonti bibliografiche di riferimento sull'argomento, procedendo simultaneamente alla lettura e allo spoglio del materiale, e al lavoro di schedatura da concretizzarsi sia con la costruzione di uno schedario cartaceo sia, meglio, con l'archiviazione informatica dei dati. Chi dispone di un personal computer può infatti utilizzarlo già in fase preliminare, trascrivendo su uno o più file: a) gli estremi della fonte: ad es. Michael Walzer, Sfere di giustizia, Feltrinelli, Milano, 1983; b) un sunto degli argomenti del volume più attinenti con la propria area d'indagine; c) alcune citazioni che si ritiene opportuno riportare successivamente in fase di stesura della tesi: ad es. "Sarebbe un errore sostenere che (...) il bisogno non può essere un principio distributivo" (p. 75).
    E' bene altresì annotare subito idee, supposizioni, considerazioni, ipotesi, interrogativi, ecc., che sorgono nella lettura del materiale bibliografico: durante lo svolgimento della ricerca o la redazione della dissertazione queste considerazioni tornano utili nel dipanarsi del ragionamento teorico o nel procedimento di interpretazione dei dati.
    Una volta che il laureando si sia fatto un quadro mentale abbastanza chiaro del dibattito teorico esistente in merito all'argomento che sta trattando, può procedere ad una ricerca bibliografica mirata, ad es. su banche dati (Internet, Almanet, Sociofile, ecc.), per ricavare informazioni esistenti nel panorama nazionale e internazionale, da utilizzare per ulteriori approfondimenti e per produrre una dissertazione il più possibile aggiornata. Per effettuare ricerche su archivi informatici è necessario avere una griglia di parole-chiave che potranno essere incrociate per ottenere una gamma di estratti più focalizzata. Anche questa seconda operazione di approfondimento deve essere accompagnata da un lavoro simultaneo di schedatura informatica o cartacea: quando il laureando di troverà a redigere la tesi avrà così già a disposizione un quadro ordinato e selezionato con le principali informazioni bibliografiche, che gli eviterà di tornare su tutto il materiale raccolto.
    Il lavoro di ricerca sul campo può iniziare quando si sia ultimata la fase dell'analisi bibliografica anche se, prima di accingersi a redarre o somministrare un questionario o a raccogliere interviste, storie di vita, documenti, ecc., è necessario conoscere: a) almeno alcune delle ricerche precedenti condotte sull'argomento; b) le modalità con cui confrontarsi con il dibattito teorico, concettuale ed epistemologico della sociologia.
     
  • La fase della stesura

  • Ultimato il lavoro di raccolta delle informazioni bibliografiche e dei dati empirici (questi ultimi richiedono un procedimento di sistematizzazione, elaborazione e interpretazione) si passa alla redazione della tesi, generalmente composta da un frontespizio, un indice, un'introduzione, alcuni capitoli, una conclusione e una bibliografia di riferimento.
    La logica di enucleazione del ragionamento della dissertazione deve essere "a imbuto". Cosa significa? La tesi deve possedere una propria coerenza interna. Detto in termini molto semplici, è necessario partire dal generale per arrivare al particolare: nella conclusione, tenuto conto delle risultanze dell'indagine, si realizza il ritorno al piano generale. Facciamo un esempio per sommi capi, partendo dall'inizio della ricerca. Poniamo che si sia deciso di realizzare una tesi sulla rete relazionale dei giovani in un quartiere della cintura metropolitana di Bologna. Inizieremo con l'analisi della letteratura sociologica (allargabile, nei limiti del possibile, anche ad altre discipline, es. la psicologia) sulla condizione giovanile e con l'analisi dei principali paradigmi della teoria sociologica. Chiarito il quadro di orientamento teorico ed empirico, procederemo all'elaborazione delle ipotesi per la ricerca sul campo, alla scelta del campione e alla preparazione di questionari e interviste. Successivamente procederemo alla raccolta dei dati che elaboreremo e interpreteremo alla luce della nostro bagaglio preparatorio iniziale (altre ricerche empiriche, riflessioni teoriche globali). La fase di stesura della tesi deve, in linea di massima, seguire questo iter procedurale.
     
      Introduzione. Si deve incrociare particolare e generale: indicando i perché di questa ricerca, stabilendo dei collegamenti sintetici con precedenti ricerche e teorie della società, anticipando alcuni dei contenuti e dei risultati dell'indagine e cercando di non perdersi in particolarismi inutili e in ripetizioni e di mantenere un certo grado di suspence.

      Primo capitolo. Si inizia con l'analisi della letteratura teorico-empirica sul tema, approfondendo i collegamenti con alcuni dei principali assunti paradigmatici della sociologia. Si "prepara il terreno" per il proseguo della tesi.

      Capitoli successivi. Si arriva al nocciolo della tesi. Si precisano le ipotesi di partenza dell'indagine (teorica o empirica) e poi si scende al particolare procedendo all'analisi e all'interpretazione dei dati ricavati dalla ricerca.

      Ultimo capitolo. Si effettua un sunto approfondito e globale delle risultanze della ricerca (tenendo conto che i dati sono già stati sezionati nei capitoli centrali della dissertazione) e si presentano i suggerimenti propositivi per ulteriori ricerche: ad esempio orientamenti per i servizi sociali, revisioni procedurali e di approccio, mutamenti di prospettiva, ecc. E' in questa fase che si opera il ricongiungimento con il generale, cioè con le ipotesi e gli assunti generali della dissertazione. Questo passaggio trova il suo equilibrio globale nella conclusione.

      Conclusione. In questa sezione si deve cercare di "chiudere il cerchio", producendo un equilibrio sintetico tra ipotesi iniziali, risultati della ricerca, linee propositive emerse e collegamenti teorici globali.

      Bibliografia. Disponendo di un personal computer si può procedere a prepararla già nella fase di raccolta e di lettura delle fonti bibliografiche, provvedendo a inserire estremi di libri o riviste in ordine alfabetico e, per pubblicazioni di uno stesso autore, in ordine cronologico.

  • Suggerimenti stilistici

  • 3.1 Copertina e frontespizio. L'Università di Bologna fornisce delle indicazioni standard per la composizione del frontespizio e per l'impaginazione della tesi di laurea che si trovano in appositi ciclostili. Comunque si riportano qui le direttive principali cui attenersi.
    La copertina della tesi deve essere in cartoncino leggero, di colore chiaro e non lucida. Nel frontespizio devono essere riportate cinque parole-chiave, approvate dal relatore, che potranno essere utilizzate per la futura archiviazione e consultazione elettronica delle dissertazioni di laurea. Per quanto riguarda l'impaginazione l'Università consiglia di comporre dalle 32 alle 35 righe per pagina. E' preferibile che ogni riga comprenda dai 65 ai 70 caratteri. La scrittura deve essere fronte-retro. I caratteri consigliati sono:
    - Times;
    - Courier;
    - Helvetica.

    Indice. E' preferibile collocarlo all'inizio della dissertazione.
    Esempio di indice:

    INDICE
    Introduzione. pag. 1
    1. Senilizzazione e teoria sociale. 3
    1.1. Le teorie della perdita di ruoli 5
    1.1.1. La teoria del disengagement 8
    1. 1. 2. La teoria dell'activity 10
    ecc. ecc.
    3.3 Titolo di capitolo: al centro, in STAMPATELLO e in grassetto. Carattere corpo 14. Esempio:
    1. INVECCHIAMENTO E TEORIA SOCIALE
    oppure
    CAPITOLO PRIMO
    INVECCHIAMENTO E TEORIA SOCIALE

    3.4 Titolo di paragrafo: a sinistra, in grassetto. Carattere corpo 12. Esempio:
    1.2. Le teorie della perdita di ruoli
    3.5 Titolo di sottoparagrafo: a sinistra, in corsivo. Carattere corpo 12. Esempio:
    1.2.1. La teoria del disengagement
    3.6 Modalità di citazione: è preferibile questa variante del metodo anglosassone (nota a pie' di pagina). Esempio:
    Scrive A. Schütz: "la ragione più profonda dell'oggettività dello straniero sta nella sua amara esperienza dei limiti del "pensare come il solito", esperienza che gli ha insegnato che un uomo può perdere il suo status, i suoi princìpi direttivi, e anche la sua storia e che il modo normale di vita è sempre meno garantito di quello che sembra"
    Nella bibliografia generale, a questa citazione corrisponderà la dizione per esteso del volume citato:
    A. Schütz, La fenomenologia del mondo sociale, Il Mulino, Bologna, 1974.
    Nella citazione soprariportata si può notare anche che tipo di accorgimento può essere usato per variare il segno grafico delle virgolette, quando sia necessario riportare una virgolettatura interna alla citazione. Il sistema della nota a "piè di pagina" si utilizza anche qualora si presenti la necessità di riportare un approfondimento fuori dal testo.
    3.7 Termini stranieri e titoli di libri o riviste o film. Si usa il corsivo. Esempi:
    Quando le generazioni nate nel periodo del baby boom entreranno nell'anzianità...
    Come sostiene P. Goodman nel volume La gioventù assurda, la presa di coscienza del fenomeno protestatario...
    In un articolo comparso nel 1979 su American Journal of Sociology...
    Nel film La classe operaia va in paradiso di Elio Petri, la sublimazione nevrotica della libido....
    3.8 Bibliografia. Gli estremi di articoli e riviste vanno posti in ordine alfabetico. Esempi:
    a) per i libri si usa questo sistema:
    P. Ariès, Padri e figli nell'Europa medievale e moderna, Laterza, Bari, 1994.
    b) nel caso di un'opera tradotta, si possono aggiungere tra parentesi gli estremi dell'edizione originale:
    P. Ariès, Padri e figli nell'Europa medievale e moderna, Laterza, Bari, 1994 [ed. orig.: L'enfant et la vie familiale sous l'ancien régime, Plon, Paris, 1960].
    c) gli articoli estratti da riviste vanno riportati con questa modalità:
    N. Luhmann, "The Future Can Not Begin: Temporal Structures in Modern Society", in Social Research, n. 43, 1976, pp. 130-152.
    d) quando di uno stesso autore si debba riportare più di una pubblicazione uscita in un solo anno si adotta il criterio della "numerazione alfabetica". Esempio.
    N. Luhmann, Sistemi sociali, Il Mulino, Bologna, 1990a.
    N. Luhmann, La differenziazione del diritto, Il Mulino, Bologna, 1990b.
    N. Luhmann, "The "State" of the Political System", in Essays in Self-Reference, Columbia University Press, New York, 1990c, pp. 165-174.
    e) è ovvio che, nel testo della tesi, anche la nota riporterà la lettera corrispondente dopo l'anno di pubblicazione. Esempio.
    come del resto è stato riportato da N. Luhmann (1990a).
    f) quando si inserisce nella bibliografia un capitolo interno ad un volume si procede in questo modo:
    A. Ketchley, The Family and Retirement, in N. G. McCluskey, E. F. Borgatta, Aging and Retirement: Prospects, Planning and Policy, Sage Publications, London, 1981.
    g) se il testo da cui è stato estratto il capitolo è già citato in bibliografia si può anche procedere così:
    A. Ketchley, "The Family and Retirement", in N. G. McCluskey, E. F. Borgatta, op. cit.
    3.9 Altre indicazioni.

    • Se è necessaria la stesura di tabelle, si deve sempre cercare di inserire la tabella con i dati (cha va numerata progressivamente: tab. 1, tab. 2, ecc.) vicino al testo che la commenta e comunque quando nel testo si faccia riferimento ai dati inseriti nella tabella occorre sempre indicare il rimando tra parentesi (es: cfr. tab. 2). Queste stesse regole si applicano anche quando si abbia a che fare con grafici, fotografie ecc.. Per le tabelle e i grafici, se estratti da altre pubblicazioni, occorre sempre indicarne la fonte.
      Tab.1 Suicidi in Italia (maschi e femmine) nel 1981


      Anni di età Totale suicidi
      fino a 13 10
      14-17 34
      18-24 202
      25-44 701
      45-64 987
      65 e oltre 1010
                Fonte: Istat, 1983.
    • Se si ritiene opportuno riportare per esteso intere parti del materiale raccolto durante la ricerca sul campo (ad es. interviste, storie di vita oppure, nel caso di una survey, il modello di questionario impiegato), conviene creare un'appendice, da collocare, ovviamente alla fine della dissertazione. All'appendice occorre dare un titolo da indicare nell'indice. Si consiglia di evitare l'uso di parole maiuscole, anche nel caso di sigle: es. Rai e non RAI, Istat e non ISTAT, ecc. Ad ogni "a capo" è buona regola iniziare con un rientro.




    Altri strumenti utili
    • WINDOWS 95 E WORD 97 per la redazione di tesi di laurea o rapporti di ricerca (con esercizi) - Gabriella Fabi - Prima dispensa sull'uso del computer nello studio, nella ricerca e nella didattica (1999) (da richiedersi presso il Laboratorio di Informatica del Dipartimento di sociologia)


    Contatta il Prof. Everardo Minardi