Lezione del 19 novembre 1998

 

Georg Simmel, contemporaneo, ma più anziano di Max Weber, si presenta come una figura di particolare importanza proprio per i legami del suo pensiero con quello weberiano, ma anche per le differenze significative manifestate nei suoi riguardi.

Con Max Weber ha in comune una forte attenzione e sensibilità nei confronti delle manifestazioni del conflitto sociale. Max Weber aveva introdotto tra i suoi tipi ideali fondamentali quello di "lotta", da cui aveva derivato il concetto di "competizione" con il quale egli guardava ai movimenti inscritti nella società.

G.Simmel condivideva tale prospettiva, partendo tuttavia da premesse diverse; il suo concetto di conflitto nasce infatti dalla visione conflittuale dei rapporti tra individuo e società, un conflitto tra lo spirito di libertà dell’individuo e le coercizioni che la società continuamente (quasi in senso durkheimiano) impone all’individuo per includerlo nell’organizzazione sociale, per esercitare su di lui un sistematico controllo normativo.

Tale conflitto tra individuo e società può essere colto tuttavia secondo Simmel non in maniera idealtipica, ma piuttosto osservando le interazioni come manifestazione delle modalità con cui l’individuo interagisce con la società. Non l’azione soggettivamente intenzionata dell’individuo, ma l’interazione tra due o più individui diventa l’oggetto dell’analisi sociologica; non i tipi ideali (di matrice weberiana), ma le forme sociali sono i concetti sociologici che è possibile costruire per sviluppare una scienza della società.

Da ciò risulta una sociologia simmeliana incentrata sul confronto continuo tra forme sociali (le categorie sociologiche) ed i contenuti dinamici delle interazioni sociali, sempre mutevoli. I conflitto per alcuni aspetti entra perciò anche all’interno dello stesso processo conoscitivo, dovendo lo scienziato sociale sempre adeguare i concetti al continuo variare delle interazioni sociali tra gli individui (tipi sociali concreti).

Sulla base di queste premesse va considerata attentamente la grande produzione sociologica di Simmel, ritenuta al suo tempo in un certo senso "anomala" in quanto fortemente connessa con contestuali chiavi di lettura filosofica, psicologica ed economica.