Lezione del 25 novembre 1998
PAROLE DI FILOSOFIA NELLA SOCIOLOGIA
Il nichilismo e nuove forme di razionalismo
La parola che analizzeremo in questa quinta lezione è: trasformazione. Mediante l’analisi di come l’ipotesi diventa valore in Nietzsche tratteremo del nichilismo e delle nuove forme delle correnti del razionalismo per introdurre i concetti di modernità e post-modernità.
Nietzsche smaschera la pretesa della scienza di essere utile, nobile e di penetrare il meraviglioso ordine divino. In realtà la scienza è una fede generata dall’affermazione cristiana di Dio come verità. Quest’ultima non è la cosa in sé, ma solo la relazione esistente fra la cosa e l’intelletto.
E’ necessario pertanto dire di sì alla vita uccidendo Dio, gli dei, i fini supremi, le cause e i principi, per vincere la schiavitù, il risentimento dettati da ideali che non sono generati dalla volontà di potenza. Uccidendo Dio si elimina infatti la morale, perché avendo soppresso l’idea di causa, non vi è più intenzione e responsabilità. L’uomo è innocente del passato. La volontà onnipotente può fare a meno dei significati, poiché il valore di un’azione dipende dal trionfo della volontà su se stessa e non più dall’intenzione. L’uomo capace di questo oltrepassamento è un oltre-uomo che benedice ciò che è, perché è. Il sì alla vita fa scomparire nell’oltre-uomo le idee sulle cose e restando solo ciò che è, lo rende il dominatore della terra.
Nella Gaia scienza, l’uomo folle cerca Dio e i fannulloni che lo vedono ridono di lui, perché il loro ateismo è dovuto alla loro incapacità di pensare e non all’avvento del nichilismo compiuto. Il vero pensare incomincerà quando ci si renderà conto che la ragione glorificata da secoli è la nemica del pensare e l’attesa è la ricerca di qualcosa di vicino e non di un senso profondo. Si cerca l’essere dell’ente. La modernità è un esempio di questi fannulloni. Essa crede nel moderno, ma è ancora lontana dal vero pensare.
Secondo alcuni sociologi e filosofi Nietzsche è il padre della post-modernità, in cui l’uomo è condannato alla novità e nasce il problema del rapporto con il passato che lo strutturalismo nega. Gehelen definisce la nostra storia come la fine della storia e Gadamer cerca la vera tradizione della storia. Luhmann pensa la società come un sistema che si differenzia in sottosistemi che si indirizzano, si controllano, si riproducono da soli. Habermas e Apel ambiscono a proseguire il progetto di emancipazione dell’Illuminismo mettendo in luce l’aspetto comunicativo del pensiero e dell’agire degli uomini. Essi elaborano un pensiero che è un appello al dialogo, un etica del discorso.
In conclusione, utilizzando le due categorie di "conoscenza per ricerca" e "conoscenza per attesa" come interpretazione della modernità e dell’avvento della post-modernità, si potrebbe dire che si realizza un passaggio dalla conoscenza per ricerca a quello per attesa, e cioè che "l’essere cerca casa". Nel frattempo la tradizione ne ha occupato il posto. Che ne è della filosofia, se l’essere è legato ad un’esperienza, che come tale è unica ed irripetibile? Non è un caso che oggi si parla di morte della filosofia.
Le parole sociologiche che ricaviamo sono:
modernità: la società che crede nel moderno guidata dalle idee forza del soggetto, della storia, del progresso, della scienza e del lavoro.
post-modernità: è la fine della concezione lineare della storia e non significa ciò che viene dopo la modernità. E’ lo smarrimento di un orizzonte culturale della continuità.