Lezione del 22 ottobre 1998

 

La società per un Durkheim è un fatto morale in quanto nasce da una coercizione che consente agli individui di superare gli egoismi individuali per fondare il vivere sociale sulla solidarietà; perciò la società è una realtà sui generis che non può essere assimilata a fenomeni naturali o ad organismi biologici.

Nell’opera La divisione del lavoro sociale Durkheim delinea la sua teoria della società a partire dal concetto di solidarietà attraverso il quale legge nello sviluppo della società due fasi sostanziali: la solidarietà meccanica (i ruoli degli individui sono attribuiti in maniera ascrittiva, i rapporti tra gli stessi sono predefiniti, gli individui non hanno identità e libertà di movimento se non all’interno dell’organismo collettivo che li contiene) e la solidarietà organica (i ruoli degli sono oggetto di un processo acquisitivo, i rapporti sono il risultato di relazioni tra ruoli, gli individui partecipano di una società che è sempre più il risultato di un processo di organizzazione della stessa).

Alla base del passaggio dalla solidarietà meccanica a quella organica ci sta la divisione del lavoro, un processo di progressiva differenziazione di attività e di compiti che si definiscono nell’ambito delle relazioni crescenti e sempre più variabili degli individui tra loro e tra gli individui e la società di appartenenza.

La divisione del lavoro in particolare, nel sostenere il passaggio alla solidarietà organica, accentua il processo della differenziazione funzionale dei compiti, delle attività e dei ruoli dei singoli individui, che quindi sono nella condizione di moltiplicare e specializzare i rapporti che hanno tra di loro e con altre componenti della società organizzata.

Secondo Durkheim, che in questo è sicuramente debitore al funzionalismo di Spencer, la differenziazione funzionale produce l’effetto di incrementare progressivamente l’integrazione sociale, la dipendenza cioè degli individui rispetto alla società nel suo complesso. La differenziazione funzionale, l’apparente segmentazione dell’ordine sociale, anzi accentua la forza dei legami funzionali che si stabiliscono tra gli individui e le funzioni regolative che legano gli individui alla società.

Da ciò deriva la nozione di una società fortemente caratterizzata dalla integrazione sociale, da un ordine che viene definito dal tessuto normativo ed istituzionale a cui i legami funzionali nella loro oggettività, danno origine e che sviluppano continuamente, conferendo alla società quella capacità di adattamento, incompatibile con una nozione deterministica di struttura sociale.