Prof. Everardo Minardi
Sociologia Generale

Contributi sull'argomento
immigrazione

Il fenomeno dell'immigrazione straniera in provincia di Parma

di Stefania Greco


Indice
Parte prima - Caratteristiche e dinamiche del fenomeno immigratorio nella realtà parmense
1 - La presenza straniera: elementi quantitativi
1.1 - I regolari stabili: alcuni dati in base alla fonte anagrafica
1.1.1 - Distribuzione provinciale
1.1.2 - I residenti nel Comune di Parma

2 - Caratteristiche socio-culturali: gli elementi qualitativi
2.1 - Famiglie e convivenze
2.2 - Distribuzione per età della popolazione

Parte seconda - Immigrazione e cittadinanza: problemi e prospettive
1 - Cittadini stranieri e rapporti con la giustizia
2 - Il problema abitativo
3 - Il mercato del lavoro e la formazione professionale
4 - Percorsi di integrazione socio-economica: il lavoro autonomo degli immigrati

Bibliografia


Caratteristiche e dinamiche del fenomeno immigratorio nella realtà parmense

Nel nostro paese il fenomeno dell'immigrazione ha già sollecitato l'elaborazione di numerosi studi ed analisi; il problema non consiste, perciò, nell'affrontare ex novo questa realtà, ma nello strutturare le conoscenze già acquisite per tentare di superare la situazione di impasse nella quale le attuali politiche preposte all'integrazione sembrano ristagnare..
Gli enti territoriali, Regione, Provincia e Comune consapevoli del fatto che l'immigrazione extracomunitaria, lungi dall'essere un fenomeno transitorio, si presenta come un elemento oramai strutturale della nostra economia e della nostra società, svol-gono un ruolo fondamentale nel difficile cammino per un'integrazione "a tutto tondo" nella timida, ma emergente, realtà multietnica.
Ad essi spetta, infatti, in modo particolare la programmazione, l'istituzione e la messa a punto dei servizi necessari, ed è soprattutto a livello locale che è possibile tenta-re una verifica concreta dell'attuazione delle previsioni normative in tema di diritti degli immigrati. E' doveroso rilevare come, tuttavia, l'efficacia delle politiche in materia di diritti e di servizi agli immigrati sia condizionata da diverse variabili, quali la gestione delle strutture di servizio, il coinvolgimento, più o meno incisivo, delle associazioni di volontariato, di quelle che raggruppano gli immigrati, di quelle di categoria, dei sinda-cati nonché dall'entità degli stanziamenti previsti dalle varie legislazioni (e la relativa capacità di sopperire alla loro scarsità creando "formule" sinergiche di collaborazione).
Per meglio rispondere a queste esigenze, nella Provincia di Parma, l'Ufficio sta-tistico dell'Assessorato Sanità e Servizi Sociali ha promosso la costituzione di un "gruppo tecnico" che si propone di raccogliere i dati sulla popolazione straniera forniti dai vari Comuni della provincia. La necessità di delineare con sufficiente precisione le caratteristiche della popolazione immigrata nel comprensorio parmense, ha portato alla creazione di un servizio e di uno spazio permanente di osservazione. La collaborazione e la partecipazione degli esponenti delle diverse realtà locali, che lavorano con gli im-migrati, consente, infatti, di rendere spendibili tutte le informazioni che possono contri-buire a una più corretta lettura del fenomeno: un'attività di osservazione disancorata dall'apporto di esperienze di vita e di lavoro dei diversi attori coinvolti, renderebbe gli sforzi conoscitivi ed operativi assolutamente inadeguati affinché si realizzi il passaggio, da molti auspicato, dalla fase dell'emergenza a quella della progettualità. Partecipanti di questa iniziativa sono responsabili USL del settore minori e adulti in difficoltà, espo-nenti del Comune di Parma e dell'Ufficio stranieri, un comitato di rappresentanza della scuola materna (realtà che incide in modo particolare sulla presenza di stranieri), il Provveditorato agli Studi e la Questura.

1 - La presenza straniera: elementi quantitativi
L'ingresso, il soggiorno e l'insediamento nel territorio del nostro paese, sono re-golati da norme amministrative che consentono di misurare flussi, consistenza e caratte-ristiche socio - demografiche degli immigrati.
Una prima grande distinzione può essere posta tra la presenza regolare e quella irregolare, con riferimento agli individui entrati nel paese rispettivamente con o senza la necessaria documentazione. Tuttavia, la situazione giuridica dell'immigrato può modifi-carsi nel tempo; ad esempio, immigrati con visto d'ingresso che hanno ottenuto un re-golare permesso di soggiorno possono mutare il loro status da regolare a irregolare qualora, una volta scaduto il permesso di soggiorno, si trattengano sul territorio senza provvedere al rinnovo dei documenti di soggiorno.
Sintetizzando, l'universo degli stranieri presenti in Italia può essere suddiviso in alcuni sottogruppi, secondo una tipologia che combina due diverse variabili: la situazio-ne rispetto al soggiorno (con o senza il permesso), e quella rispetto alla residenza (con o senza iscrizione in anagrafe). Seguendo questa rappresentazione l'immigrato può, per-ciò, essere classificato come:
  1. Regolare stabile: straniero con permesso di soggiorno iscritto in anagrafe;
  2. Regolare semi stabile: straniero con permesso di soggiorno non iscritto in ana-grafe;
  3. Irregolare: straniero con documenti di soggiorno scaduti;
  4. Clandestino: straniero che è entrato nel paese senza visto di ingresso e vi sog-giorna senza permesso.
E' evidente che il fenomeno, caratterizzato da una significativa complessità e va-riabilità sia rispetto al motivo (lavoro, studio, ricongiungimento familiare) e alla durata dello spostamento (temporaneo o permanente), sia rispetto alla posizione giuridica dell'immigrato (regolare, irregolare, clandestino), si presenta di difficile interpretazione, essendo la sua misurazione pesantemente condizionata anche dall'inadeguatezza delle fonti ufficiali che ne sono preposte.

1.1 - I regolari stabili: alcuni dati in base alla fonte anagrafica
Il possesso di un regolare permesso di soggiorno è una condizione indispensabile per ottenere l'iscrizione sui registri anagrafici, scelta tuttavia non obbligata, soprattutto nel caso di presenze occasionali o di breve periodo, o legate a motivi che non richiedono la residenza anagrafica (visite a familiari, viaggi turistici).
Al riguardo occorre sottolineare che la quota prevalente degli stranieri regolar-mente presenti, denuncia una permanenza alquanto prolungata e legata spesso a ragioni (lavoro, ricongiungimento familiare, residenza elettiva) che richiedono anche l'iscrizione anagrafica.
Diventa, perciò, estremamente importante fare riferimento a coloro che, oltre ad essere in possesso di un regolare permesso di soggiorno, sono anche registrati in anagra-fe e che, pertanto, vivono stabilmente nel nostro paese.

1.1.1 - Distribuzione provinciale
E' difficile fornire una classificazione sufficientemente dettagliata della distribu-zione territoriale degli stranieri nella provincia parmense; d'altronde, il problema di una eventuale sottostima delle presenze stabili su un determinato territorio, è un fenomeno abbastanza diffuso, soprattutto nell'opinione pubblica. In realtà attualmente, secondo i demografi, può essere più probabile un'approssimazione che tende a sovrastimarne la consistenza quantitativa; facilmente, buona parte degli stranieri che hanno cambiato comune di residenza emigrando in altri paesi, o ritornando al paese di origine, non han-no informato gli uffici del comune dove erano stati registrati. Per la provincia di Parma, data la dimensione dei comuni ed una situazione urbana non comparabile con grandi centri metropolitani, l'incidenza dell'errore dovrebbe essere trascurabile.
Secondo i dati anagrafici forniti dall'Ufficio Statistica della Provincia di Parma, all'inizio del 1999 gli stranieri residenti in provincia in totale sono 10.781 unità, di cui 6.199 maschi e 4.582 femmine.
Tabella 1. Popolazione totale, stranieri residenti e loro percentuale, per sesso, nei 47 comuni della provincia di Parma.
<
Italiani Stranieri Perc. Str./It.
Comune M F M/F M F M/F M F
Albareto 1044 1130 2174 2 4 6 0,19 0,35
Berdi 1423 1505 2928 11 13 24 0,77 0,86
Bedonia 2007 2127 4134 34 30 64 1.69 1,41
Berceto 1257 1298 2555 27 23 50 2,15 1,77
Bore 504 476 980 2 3 5 0,40 0,63
Borgo Val di Taro 3416 3722 7138 42 49 91 1,23 1,32
Busseto 3325 3505 6830 79 49 128 2,38 1,40
Calestano 903 895 1798 20 14 34 2,21 1,56
Collecchio 5774 5973 11747 148 102 250 2,56 1,71
Colorno 3899 4024 7923 171 103 274 4,39 2,56
Compiano 528 517 1045 13 12 25 2,46 2,32
Corniglio 1123 1199 2322 12 6 18 1,07 0,50
Felino 3358 3473 6831 61 47 108 1,82 1,35
Fidenza 11014 12015 23029 202 160 362 1,83 1,33
Fontanellato 3134 3183 6317 113 61 174 3,61 1,92
Fontevivo 2388 2398 4785 50 28 78 1,09 1,17
Fornovo di Taro 2912 3042 5954 135 88 223 4,64 2,89
Langhirano 4054 4168 8222 196 124 320 4,83 2,98
Lesignano dè Bagni 1781 1732 3513 65 38 103 3,65 2,19
Medesano 4349 4429 8778 83 53 136 1,91 1,20
Mezzani 1416 1423 2839 117 60 177 8,26 4,22
Monchio delle Corti 643 653 1296 1 11 12 0,16 1,68
Montechiarugolo 4341 4473 8814 141 93 234 3,25 2,08
Neviano degli Arduini 1773 1800 3573 48 37 85 2,17 2,06
Noceto 5064 5306 10370 155 114 269 3,06 2,15
Palanzano 697 726 1423 3 3 6 0,43 0,41
Parma 7942 8891 167523 3203 2510 5713 4,03 2,85
Pellegrino Parmense 695 653 1348 10 13 23 1,44 1,99
Polesine Parmense 759 768 1527 21 19 40 2,77 2,47
Roccabianca 1529 1628 3157 32 29 61 2,09 1,78
Sala Baganza 2266 2303 4569 104 61 165 4,59 2,65
Salsomaggiore Terme 8756 9524 18280 276 225 501 3,15 2,36
San Secondo Parmense 2379 2528 4907 52 44 96 2,19 1,74
Sissa 1814 1992 3806 47 33 80 2,59 1,66
Solignano 983 922 1905 21 13 34 2,14 1,41
Soragna 2161 2166 4327 67 23 90 3,10 1,06
Sorbolo 4031 4209 8240 53 34 87 1,31 0,81
Terenzo 648 642 1290 10 9 19 1,54 1,40
Tizzano Val Parma 1071 1109 2180 32 25 57 2,99 2,25
Tornolo 678 712 1390 6 2 8 0,88 0,28
Torrile 2945 2851 5796 150 88 238 5,09 3,09
Traversetolo 3732 3909 7641 90 62 152 2,41 1,59
Trecasali 1541 1535 3076 32 24 56 2,08 1,56
Valmozzola 356 343 699 3 0 3 0,84 0,00
Varano de' Melegari 1066 1119 2185 22 16 38 2,06 1,43
Varsi 830 816 1646 4 6 10 0,48 0,74
Zibello 977 1057 2034 33 21 54 3,38 1,99
Totale 190776 204068 394844 6199 4582 19781 3,25 2,25
Fonte ed elaborazioni dell'Ufficio Statistico Provincia di Parma
Gli stranieri hanno una frequenza minima, inferiore all'1%, in oltre la metà dei comuni di montagna: Albareto (0,28%), Palanzano (0,42%), Valmozzola (0,43%), Bore (0,51%), Tornolo (0,58%), Varsi (0,61%), Corniglio (0,78%), Bardi (0,82%), Monchio delle Corti (0,03%).
La loro presenza è, invece, superiore alla media provinciale nel comune di Par-ma (3,1%) e raggiunge le frequenze più alte in alcuni comuni limitrofi e della zona pe-demontana: Colorna (3,46%), Sala Baganza (3,61%), Fornovo (3,75%), Langhirano (3,89%), Torrile (4,11%) e Mezzani (6,23%). Tra i maschi, la cui frequenza raggiunge i valori massimi, la percentuale degli stranieri supera il 4% in città (4,03%), il 5% a Tor-rile (5,09%), con una frequenza relativa superiore a 8% nel comune di Mezzani (8,26%).
Rispetto al 1994 alcuni comuni hanno avuto incrementi significativi, eviden-ziando una distribuzione geografica provinciale quasi esattamente raddoppiata: da 5.302 a 10.781 persone; nel comune di Parma, l'aumento è stato percentualmente identico (+104%) alla media provinciale (Cfr. tabella 2).
Tabella 2. Stranieri residenti (frequenza assoluta e relativa) nei 47 comuni della provincia di Parma al 1°gennaio 1999 degli ultimi 5 anni (periodo 1994-99)

Frequenze assolute Indici di crescita

Comuni \ anno

94

95

96

97

98

99

94

95

96

97

98

Albareto

20

11

4

9

15

6

100

55

20

45

75

Bardi

24

20

19

20

23

24

100

83

79

83

95

Bedonia

24

32

32

53

48

64

100

133

133

220

200

Berceto

37

42

37

42

38

50

100

113

100

113

102

Bore

4

5

8

5

5

5

100

125

200

125

125

Borgo Val di Taro

54

58

70

73

77

91

100

107

129

135

142

Busseto

55

57

65

81

105

128

100

103

118

147

190

Calestano

15

25

25

29

27

34

100

166

166

193

180

Collecchio

142

159

159

204

215

250

100

111

111

143

151

Colorno

121

146

182

229

254

274

100

120

150

189

209

Compiano

13

13

15

12

22

25

100

100

115

92

169

Corniglio

21

16

11

4

12

18

100

76

52

19

57

Felino

68

78

82

92

105

108

100

114

120

135

154

Fidenza

183

201

232

232

290

362

100

109

126

126

158

Fomtanellato

71

84

102

136

161

174

100

118

143

191

226

Fontevivo

39

34

50

68

70

78

100

87

128

174

179

Fornovo Val di Taro

56

71

94

132

179

223

100

126

167

235

319

Langhirano

148

188

224

251

300

320

100

127

151

169

202

Lesignano Bagni

54

51

62

54

97

103

100

94

114

100

179

Medesano

61

82

95

113

126

136

100

134

155

185

206

Mezzani

58

74

87

124

164

177

100

127

150

213

282

Monchio

9

10

11

13

12

12

100

111

122

144

133

Montechiarugolo

100

104

152

202

215

234

100

104

152

202

215

Neviano Arduini

48

55

45

67

78

85

100

114

93

139

162

Noceto

108

130

149

213

219

269

100

120

137

197

202

Palanzano

1

0

1

2

5

6

100

120

137

197

202

Parma

2790

3155

3480

4452

5113

100

100

113

124

159

183

Pellegrino

31

32

28

27

30

23

100

103

90

87

96

Polesine

18

18

23

29

31

40

100

100

127

161

172

Roccabianca

16

16

32

41

42

61

100

100

200

256

262

Sala Baganza

120

117

135

147

151

165

100

97

112

122

125

Salsomaggiore

196

245

297

375

450

501

100

125

151

191

229

San Secondo

31

44

61

65

79

96

100

141

196

209

254

Sissa

41

41

42

48

62

80

100

100

128

300

285

Solignano

7

7

9

21

20

34

100

100

128

300

285

Soragna

39

45

48

66

83

90

100

141

139

141

158

Sorbolo

48

68

67

68

76

87

100

141

139

141

158

Terenzo

24

23

22

18

16

19

100

95

91

75

66

Tizzano

17

21

25

27

42

57

100

123

147

158

247

Tornolo

12

10

9

7

16

8

100

83

75

58

133

Torrile

199

184

180

174

192

238

100

92

90

87

96

Traversetolo

92

91

85

113

121

152

100

98

92

122

131

Trecasali

23

23

31

45

42

56

100

100

134

195

182

Valmozzola

5

3

9

1

2

3

100

60

180

20

40

Varano

15

15

10

21

28

38

100

100

66

140

186

Varsi

13

12

12

12

11

10

100

92

92

92

84

Zibello

31

28

35

38

45

54

100

90

112

122

145

Totale

5302

5944

6653

8255

9514

10781

100

112

125

155

179

Fonte ed elaborazioni dell'Ufficio Statistico Provincia di Parma
Questi elementi dovrebbero farci riflettere sulla necessità di un ripensamento delle politiche per l'immigrazione, che non possono essere considerate secondo un pa-radigma interpretativo omologante ed omologato; la nuova chiave di lettura, meno ri-duttiva e "onnicomprensiva", è quella che si propone di partire dalle caratteristiche della economia e della società locale per cercare di definire, con un margine di certezza, i programmi più idonei atti a rispondere ad una popolazione estremamente dinamica, che esprime bisogni e problematiche difficilmente omogeneizzanti .
Per questo motivo, diventa estremamente importante prendere visione delle pre-senze differenziandole per nazionalità e sesso: il difficile e spesso problematico rap-porto tra amministrazione locale e straniero potrebbe, almeno parzialmente, essere ri-solto, partendo proprio dalle caratteristiche culturali e valoriali presenti all'interno del progetto migratorio, inteso come percorso personale di vita.
Negli ultimi cinque anni, i due gruppi nazionali più numerosi sono quelli prove-nienti dalla Tunisia (1.473 presenze) e dal Marocco (1.466 presenze); seguono gli alba-nesi (994), cresciuti soprattutto negli ultimi quattro anni, i senegalesi (735) e i ghanesi (500).
Tabella 3 - Prime dieci nazionalità, in totale e per sesso, residenti in provincia di Parma alle ultime cinque rilevazioni annuali (1°gennaio del periodo 1995-99)

Nazioni

M

F

T

M

F

T

M

F

T

M

F

T

M

F

T

Tunisia

837

93

930

851

129

980

970

191

1161

1056

270

1326

1106

367

1473

Marocco

581

263

844

641

342

983

783

410

1193

854

493

1347

909

557

1466

Albania

202

65

267

234

112

346

436

169

605

539

226

765

648

346

994

Senegal

501

16

517

528

28

556

594

42

636

655

55

710

662

73

735

Ghana

145

130

275

161

137

298

216

168

384

250

185

435

287

213

500

Filippine

51

122

173

69

136

205

120

225

345

137

258

395

170

298

468

Cina

71

46

117

77

58

135

119

88

207

150

129

279

188

166

354

Nigeria

68

78

146

74

91

165

94

172

266

116

200

316

118

217

335

India

38

25

63

64

47

111

111

58

169

156

78

234

223

107

330

Costa d’Avorio

34

21

55

37

35

72

93

82

175

108

101

209

144

123

267

Fonte ed elaborazioni dell'Ufficio Statistica Provincia di Parma
I dati relativi al rapporto tra i sessi mettono in luce come, tra i diversi gruppi na-zionali presi in esame, esistano delle differenze sostanziali: da una netta prevalenza ma-schile tra gli immigrati della Tunisia (1.106 maschi e 367 femmine) e del Senegal (662 maschi e 73 femmine), si passa a una situazione vicina all'equilibrio come per gli im-migrati del Ghana (287 maschi e 213 femmine) e dalla Cina (188 maschi e 166 femmi-ne), fino ad arrivare ad una significativa prevalenza delle donne nel gruppo etnico dei filippini (170 maschi e 298 femmine) e dei nigeriani (118 maschi e 217 femmine).

1.1.2 - I residenti nel Comune di Parma
Grazie alla presenza del Centro elaborazione dati, l'anagrafe del Comune di Parma propone analisi abbastanza dettagliate della situazione degli stranieri residenti. La possibilità di osservare la presenza delle varie comunità nella loro dimensione dina-mica consente, infatti, di monitorare e di evidenziare i problemi generati dal cambia-mento urbano, più soggetto a trasformazioni rispetto alla provincia .
Per l'importanza assolta dal centro cittadino, in termini di risorse organizzative e finanziarie e, perciò, dalla maggiore possibilità di poter essere ascoltati e sostenuti, gli stranieri residenti formano comunità numerose e complessivamente articolate.
La classificazione per nazionalità (Cfr. tabella 4) mostra differenze sostanziali rispetto alla distribuzione provinciale: il gruppo notevolmente più numeroso è quello della Tunisia (811 presenze)), seguito dall'Albania (418 presenze) e dalle Filippine (415 presenze).
Proprio il confronto con la corrispondente distribuzione provinciale evidenzia la presenza di gruppi che vivono prevalentemente in città: limitando il confronto ai gruppi di dimensioni maggiori, vivono in città gli stranieri con cittadinanza delle Filippine per l'89% (415 su 468 della provincia), quelli della Nigeria per il 79% (263 su335) e del Ghana per il 68% (342 su 500); hanno frequenze vicino alla media la Cina con il 57% (202 su 354) e la Tunisia con il 55% (811 su 1.473); hanno frequenze basse il Senegal con il 44% (320 su 735), l'Albania con il 42% (418 su 994) e soprattutto il Marocco con il 26% (383 su 1.466).
Tabella 4 - Prime 10 nazionalità degli stranieri residenti nel comune di Parma al 1° gennaio 1999, per nazionalità, sesso e circoscrizione

Nazione

MF

M

MF

M

MF

M

MF

M

MF

M

MF

M

MF

M

MF

M

Tunisia

318

280

200

161

75

61

79

62

73

54

26

18

40

28

811

664

Albania

91

67

78

59

89

67

39

25

41

22

26

17

54

31

418

288

Filippine

137

58

46

16

33

13

34

11

56

17

98

35

11

7

415

157

Marocco

75

42

53

29

73

50

53

41

89

52

18

7

22

16

383

237

Ghana

64

42

72

36

53

34

47

22

59

32

31

14

16

9

342

189

Senegal

90

84

49

47

37

29

24

22

65

62

17

16

38

32

320

292

Nigeria

66

17

37

9

54

17

29

10

40

17

10

6

27

13

263

89

Costa d’Avorio

79

42

33

14

22

9

15

6

35

21

18

12

11

5

213

109

Cina

36

21

61

32

68

39

1

1

7

3

29

14

0

0

202

110

Croazia

46

32

24

19

16

10

21

11

8

5

8

7

36

19

159

103

Fonte: Anagrafe e Centro Elaborazioni Comune di Parma
L'analisi dell'evoluzione delle presenze residenti nel Comune di Parma nel pe-riodo 1989-1998 evidenzia un'incidenza abbastanza sostenuta degli immigrati prove-nienti dall'Africa centro meridionale, seguiti da nord africani e da medio - estremo orientali (Cfr. tabelle 5-6-7).
Tabella 5 - Africa Centro Sud: evoluzione delle presenze residenti nel Comune di Parma perio-do 1989-1998

Anno

Maschi/Femmine

Indice crescita

%sul totale

Extra - Cee

1989

198

100

19,9

1990

325

164

21,7

1992

517

261

26,4

1994

679

342

26,2

1996

1116

563

27,8

1998

1525

770

29,5


Fonte: Anagrafe Comune di Parma; Elaborazione: Ufficio Stranieri Comune di Parma
Una lettura corretta e non prevenuta deve, pertanto, tenere in considerazione le diverse specificità dei soggetti immigrati e il loro diverso modo di percepire e di decodi-ficare il mercato e la società di insediamento: una rilevazione di tipo quantitativa deve essere integrata da input di natura qualitativa relativi alle caratteristiche, aspettative, bi-sogni, problemi, ambizioni, di cui questi "meteci" sono portatori.
Tabella 6 - Africa del Nord: evoluzione delle presenze residenti nel Comune di Parma periodo 1989-1998

Anno

Maschi/Femmine

Indice crescita

%sul totale

Extra – Cee

1989

179

100

18

1990

426

237

28,4

1992

700

391

35,8

1994

890

497

34,3

1996

1082

604

26,9

1998

1309

731

25,3

Fonte: Anagrafe del Comune di Parma; Elaborazione: Ufficio Stranieri del Comune di Parma
Tabella 7 - Medio Estremo Oriente: evoluzione delle presenze residenti nel Comune di Parma periodo 1989-1998

Anno

Maschi/Femmine

Indice crescita

%sul totale

Extra – Cee

1989

397

100

39,9

1990

454

114

30,3

1992

361

90,9

18,4

1994

452

113

17,4

1996

790

198

19,7

1998

994

250

19,2

Fonte: Anagrafe del Comune di Parma; Elaborazione: Ufficio Stranieri del Comune di Parma
La lettura più approfondita della distribuzione straniera all'interno delle diverse circoscrizioni del comune(Cfr. immagine 1), oltre che evidenziare interessanti processi di concentrazione dei gruppi sul territorio, ne enfatizza anche le profonde differenze: nella circoscrizione 1 e 2 risiedono complessivamente 518 cittadini della Tunisia sugli 811 della città, pari al 64%; di essi quasi la totalità sono maschi (86%); presenze signi-ficative riguardano anche i contingenti di immigrati provenienti dal Senegal, dalla Nige-ria e dalla Costa d'Avorio; gli albanesi hanno frequenze maggiori nella prima, nella se-conda e nella terza circoscrizione (rispettivamente 91, 78 e 89 presenze), mentre i ma-rocchini sono più presenti nella quinta circoscrizione (Cfr. tabella 4).
La tendenza di ogni gruppo etnico a raggrupparsi per meglio superare i disagi e le difficoltà spesso, in queste casi, ulteriormente amplificati da manifestazioni d'insofferenza della comunità di insediamento, è un fenomeno già ampiamente cono-sciuto e presente. Resta da chiedersi se, una corretta politica di inserimento, possa evita-re la formazione e la concentrazione di aggregazioni su basi etniche; sembrerebbe essere questo, infatti, il problema sul quale, ai fini di una reale integrazione non ghettizzata, le pubbliche amministrazioni dovrebbero riflettere.

2 - Caratteristiche socioculturali: gli elementi qualitativi
Come è stato frequentemente osservato, la struttura demografica di una colletti-vità immigrata è un buon indicatore dei flussi migratori futuri e delle potenzialità endo-gene di crescita demografica. I mutamenti che si sono manifestati nell'ultimo periodo prospettano un nuovo quadro nel quale la presenza straniera, anche grazie agli effetti della sanatoria del 1995 che ha facilitato i ricongiungimenti familiari, va assumendo connotazioni di maggiore stabilità.

2.1 - Famiglie e convivenze
Analogamente a quanto è accaduto su scala nazionale, la giovane struttura per età della popolazione straniera determina una forte incidenza di questo collettivo dei ce-libi e delle nubili (Cfr. tabella 11). Nella componente maschile, infatti, i celibi rappre-sentano il 63,6%, i coniugati il 35,5% e le altre condizioni appena l'1,5% (divorziati 0,6%, vedovi 0,2%). Fra le donne straniere si può evidenziare che esiste una maggiore incidenza delle nubili (56,2%) e da una corrispondente scarsa presenza delle divorziate (2,1%).
Tabella 11 - Stranieri a Parma per stato civile e sesso al 14/1/99

Valore assoluto Percentuale

Stato

Civile

Femm.

Maschi

Tot

Femm.

Maschi

Tot

If

Cel/Nub

1.271

1.921

3.192

56,2

63,6

60,4

66,2

Coniug.

892

1.071

1.964

39,4

35,5

37,2

83,2

Divorz.

47

19

66

2,1

0,6

1,2

247,4

Vedovo

52

7

59

2,3

0,2

1,1

742,9

Totale

2.262

3.019

5.281

100

100

100

74,9

Fonte: Anagrafe del Comune di Parma; Elaborazione: Assessorato Politiche Sociali Comune di Parma
Un aspetto molto interessante che consente di affrontare sistematicamente i pro-blemi sociali che possono scaturire dall'inserimento in seno alla società di insediamen-to, è quello relativo alle aggregazioni familiari o di semplice convivenza. E' infatti di-mostrato come, a pari presenza numerica di immigrati, le domande di sostegno econo-mico rivolte all'amministrazione sono maggiori dove le aggregazioni familiari sono mi-nori. Le aggregazioni permettono di meglio superare l'impatto, spesso vissuto come traumatico, e il disagio che gli stranieri soli devono affrontare quotidianamente.
Ad una lettura più dettagliata degli stranieri e delle loro famiglie nella provincia parmense, emergono elementi che suffragano l'ipotesi che gli immigrati preferiscono risiedere in città nei primi anni della loro permanenza, quando sono soli, per trasferirsi in provincia dopo aver ottenuto un lavoro stabile o quando si ricongiungono con la fa-miglia di origine (Cfr. Tabella 12).
Tabella 12 - Stranieri e loro famiglie residenti in provincia di Parma all'inizio del 1997, clas-sificati per comune e per numero di componenti

Numero di componenti per famiglia

Comune

1

2

3

4

5

6

7

8

+9

Tot.Fam.

Tot Pers.

Albareto

3

1

0

1

0

0

0

0

0

5

9

Bardi

16

2

0

0

0

0

0

0

0

18

20

Bedonia

32

6

0

1

1

0

0

0

0

40

53

Berceto

13

1

4

2

0

0

1

0

0

21

42

Bore

5

0

0

0

0

0

0

0

0

5

5

Borgo Taro

24

8

4

4

1

0

0

0

0

41

73

Busseto

25

4

3

4

1

3

0

0

0

40

81

Calestano

5

0

1

2

0

1

1

0

0

10

29

Collecchio

60

24

13

4

2

4

1

0

0

108

204

Colorno

102

15

15

3

3

3

1

0

0

142

229

Compiano

3

1

0

0

0

0

1

0

0

5

12

Corniglio

4

0

0

0

0

0

0

0

0

4

4

Felino

24

6

3

4

1

3

0

1

0

42

92

Fidenza

72

17

13

10

3

4

0

1

0

120

232

Fontanellato

32

10

10

4

5

1

1

0

0

63

136

Fontevivo

41

2

1

2

0

2

0

0

0

48

68

Fornovo Taro

36

12

5

4

4

1

1

1

0

64

132

Langhirano

47

27

18

9

4

3

2

1

0

111

251

Lesignano B.

16

2

5

1

3

0

0

0

0

27

54

Medesano

33

14

3

3

2

1

1

1

0

58

113

Mezzani

63

4

4

5

3

1

0

0

0

80

124

Monchio

7

1

0

1

0

0

0

0

0

9

13

Montechiarugolo

83

14

9

4

4

2

0

2

0

118

202

Neviano Arduini

23

3

3

3

2

0

1

0

0

35

67

Noceto

57

11

12

13

4

3

0

1

0

101

213

Palanzano

2

0

0

0

0

0

0

0

0

2

2

Parma

2463

293

195

102

47

12

5

6

2

3125

4452

Pellegrino

1

1

1

0

0

0

3

0

0

6

27

Polesine

10

1

0

0

2

0

1

0

0

14

29

Roccabianca

6

5

3

4

0

0

0

0

0

18

41

Sala Baganza

78

9

11

1

0

0

0

0

1

100

147

Salsomaggiore

205

30

14

6

5

2

1

0

0

263

375

San Secondo

27

4

3

4

1

0

0

0

0

39

65

Sissa

12

5

4

2

0

1

0

0

0

24

48

Solignano

14

0

1

1

0

0

0

0

0

16

21

Soragna

31

5

4

2

1

0

0

0

0

43

66

Sorbolo

25

5

8

1

1

0

0

0

0

40

68

Terenzo

7

1

1

0

0

1

0

0

0

10

18

Tizzano

14

2

0

1

1

0

0

0

0

18

27

Tornolo

3

2

0

0

0

0

0

0

0

5

7

Torrile

73

9

3

6

4

5

0

0

0

100

174

Traversetolo

43

10

3

3

2

2

1

0

0

64

113

Trecasali

18

3

1

3

0

1

0

0

0

26

45

Valmozzola

1

0

0

0

0

0

0

0

0

1

1

Varano Mel.

4

3

1

2

0

0

0

0

0

10

21

Varsi

10

1

0

0

0

0

0

0

0

11

12

Zibello

5

4

4

2

1

0

0

0

0

16

38

Totale

3878

578

383

224

108

56

22

14

3

5266

8255

Fonte: Anagrafe Comune di Parma; Elaborazione: Ufficio Stranieri Comune di Parma
La città offre servizi e comodità che sono a vantaggio delle persone sole; ma ha un costo della vita e dell'abitazione più alto per una famiglia. Anche la percentuale delle persone che vivono sole, che per il comune di Parma è il 55% degli stranieri residenti (2463 su un totale di 4452 unità) mentre per tutta la provincia è uguale al 47% (3878 persone su 8255), è una conferma di questa logica.
In particolare, prendendo in considerazione le prime cinque nazionalità con il maggior numero di presenze nel comune di Parma, si osserva come le persone sole sono l'88% tra i senegalesi, l'80% tra i tunisini, il 66% tra i marocchini e gli albanesi e il 54% tra i filippini (Cfr. tabella 8).
Tabella 8 - Famiglie straniere, primi sette gruppi etnici, residenti nel comune di Parma al 1/1/1999, per numero di componenti

Numero componenti

Nazione

1M

1F

2

3

4

5

6

7

8

9

10+

Tot

Tunisia

424

10

34

41

29

3

2

0

0

0

1

544

Senegal

231

3

18

11

2

1

0

0

0

0

0

266

Albania

132

22

31

25

9

6

4

1

1

0

0

231

Filippine

39

87

39

24

15

8

1

1

0

0

0

214

Marocco

109

23

24

13

13

7

5

1

3

0

0

198

Ghana

58

38

29

29

11

7

2

0

0

0

0

174

Nigeria

25

78

24

9

9

5

1

0

0

0

0

151

Fonte: Centro Elaborazione Dati del Comune di Parma.

2.2 - Distribuzione per età della popolazione
La lettura della distribuzione per età della popolazione straniera rappresenta un altro elemento estremamente importante per un ulteriore approfondimento del fenome-no: l'analisi congiunta delle caratteristiche strutturali (età, sesso, stato civile) consente di fornire risposte, operative ed assistenziali, più mirate alle reali esigenze degli stranieri presenti nel comune di insediamento.
Ad ogni fascia di età considerata corrispondono diversi bisogni assistenziali e, perciò, diverse devono essere le strategie da adottare affinché vi sia una piena corri-spondenza tra esigenze che il fenomeno pone, nella sua specifica configurazione, e la disponibilità di mezzi per soddisfare tali bisogni (in termini di risorse territoriali, uni-versalistiche ed orientate, nonché di competenze necessarie per una loro utilizzazione efficace) .
Per i maschi le età con la maggiore frequenza di stranieri sono quelle dai 31 ai 34 anni; per le femmine sono invece maggiori quelle dai 28 ai 34 anni, in cui sono me-diamente superiori al 6% .
Un dato che non deve essere sottostimato è rappresentato dall'aumento delle giovani generazioni: la presenza di minori e di nati da genitori stranieri oltre che ad es-sere un importante indicatore di radicamento nel territorio delle famiglie immigrate, consente anche di precedere gli sforzi da compiere sul piano sia degli interventi socio-educativi (asili nido e scuola materna) sia dell'integrazione scolastica (Cfr. tabella 9).
Tabella 9 - Minori di 18 anni residenti nel Comune e nella Provincia di Parma al 1 gennaio 1997. Distribuzione per fascia di età scolare e sesso.

Popolazione italiana

Popolazione straniera

%

Provincia di Parma

M.

F.

Tot

M.

F.

Tot

M.

F.

Tot

Meno di 3 anni

4078

3641

7719

156

251

407

3,8

6,9

5,3

3-5 anni

4207

3904

8111

109

167

276

2,6

4,3

3,4

6-10 anni

6974

6581

13555

133

202

335

1,9

3,1

2,5

11-13 anni

4416

4099

8515

58

89

147

1,3

2,2

1,7

14-17 anni

6431

5994

12425

71

84

155

1,1

1,4

1,2

Tot meno di 18 anni

26106

24219

50325

527

793

1320

2,0

3,3

2,6

Tot popolazione

184789

199992

384781

4910

3345

8255

2,7

1,7

2,1

Comune di Parma

 

Meno di 3 anni

1621

1526

3147

100

90

190

6,2

5,9

6,0

3-5 anni

1693

1518

3211

60

64

124

3,5

4,2

3,9

6-10 anni

2732

2599

5331

76

73

149

2,8

2,8

2,8

11-13 anni

1723

1636

3359

30

27

57

1,7

1,7

1,7

14-17 anni

2480

2322

4802

21

32

53

0,8

1,4

1,1

Tot meno di 18 anni

10249

9601

19850

287

286

573

2,8

3,0

2,9

Tot popolazione

76454

86015

162469

2555

1892

4447

3,3

2,2

2,7

Fonte: Amministrazione Provinciale di Parma; Elaborazione: Provincia di Parma e Assessorato alla Sa-nità e ai Servizi Sociali
Lo sforzo compiuto dal Comune di Parma nell'individuazione e nell'approfondimento della condizione familiare straniera, deriva dalla necessità di mettere in relazione i diversi link causali tra le diverse variabili che il fenomeno com-porta. Questo impegno, lungi dal voler essere esaustivo, ha l'obiettivo di creare circoli virtuosi di collaborazione e di implementazione della conoscenza: razionalizzando e in-tegrando i risultati raggiunti dalle iniziative di studio e di ricerca messe in atto dai diver-si attori che agiscono sul tessuto sociale .

Parte seconda - Immigrazione e cittadinanza: problemi e prospettive

Mentre l'inserimento regolare degli immigrati nel mercato del lavoro appare ormai ben avviato e consistente dal punto di vista quantitativo, nonostante la tendenza a misconoscerlo attraverso l'enfatizzazione delle situazioni più negative, si constata come l'integrazione sociale procede con tempi assai più lenti. Infatti, se il superamento dello status di "parassita sociale" attraverso l'ottenimento della cittadinanza economica, appa-re fondamentale ai fini della legittimazione della presenza straniera e del suo accesso ai servizi di Welfare, l'individuazione dell'immigrazione come risorsa, che già oggi pro-duce più di quanto consuma, stenta a tradursi in integrazione sociale .
La visione immediata delle componenti più deboli dell'universo degli stranieri, frequentemente percepiti come dediti ad attività improduttive e confinate con l'illegalità e l'accattonaggio, rendono le esperienze di integrazione economica quasi eccezioni iso-late in alcuni contesti spaziali.
Lo straniero, abbastanza accettato sul lavoro, soprattutto quando svolge i compiti più umili e faticosi, ridiventa un problema quando esce per cercare spazi di socializza-zione e di incontro, oppure quando manifesta le contraddizioni e i problemi di vivere in condizioni precarie . Lo scarto tra cittadinanza economica e cittadinanza sociale sem-bra, perciò, coerente con l'idea di un'immigrazione "wanted but not welcome": gli im-migrati sono utili come lavoratori, ma al tempo stesso non accettati come membri della società .
L'immagine dell'immigrato privo di strumenti intellettuali capaci di interpretare, anche criticamente, la situazione in cui si trova a vivere, non solo non tiene in conside-razione l'emblematica evoluzione delle migrazioni interne, dovuta alla crescita delle opportunità di inserimento stabile nel mercato del lavoro (passando dalle regioni del Mezzogiorno a quelle più ricche del Nord - Italia), ma trascura anche il processo di con-solidamento del fenomeno nel tempo, che si esprime attraverso il concretizzarsi di op-portunità di affrancamento dalle condizioni iniziali.
Comunità e associazioni etniche presenti sempre più capillarmente nelle nostre città ci insegnano che, nell'emigrazione, il gruppo ricostruisce la propria storia e la pro-pria memoria: attraverso continue modificazioni e contaminazioni, l'immigrato rico-struisce con grande dinamismo il suo progetto di vita. Superare lo stereotipo che rappre-senta l'immigrato come soggetto essenzialmente passivo all'interno della comunità so-ciale in cui si è insediato, diviene presupposto necessario per leggere e rendere spendi-bili le potenzialità di crescita presenti nel suo progetto migratorio .
Il multiculturalismo e l'integrazione sono strade a doppio senso. Così come agli immigrati è chiesto un impegno verso la nuova società, che si concretizza in azioni co-me l'apprendimento della lingua e dei precetti istituzionali, così alla società più estesa è richiesto un impegno verso gli stranieri in termini di politiche pubbliche di accoglienza: così come ci si aspetta che gli immigrati mettano su casa nel nuovo paese, ci si aspetta anche che il nuovo paese li faccia sentire a casa loro .

1 - Cittadini stranieri e rapporti con la giustizia
L'area della giustizia è certamente una delle più interessanti da indagare, ma allo stesso tempo una delle più delicate e dalla quale difficilmente si riescono a reperire dei dati.
Il fenomeno della devianza straniera rappresenta, infatti, un aspetto molto im-portante sia per valutare il loro grado di integrazione in seno alla società ospitante, sia per misurare l'impatto sociale della presenza straniera sulla popolazione autoctona.
Tuttavia, la sua difficile monitorizzazione, in parte imputabile alla burocratizza-zione degli enti che tipicamente possiedono questi dati, obbliga a considerare con una certa cautela le casistiche disponibili: è noto, infatti, che le statistiche del Ministero de-gli Interni parlano esplicitamente di "stranieri", senza produrre un'informazione diffe-renziata per reati, fatti (eventi) e persone.
E' evidente che una lettura di questo tipo, fuorviante e riduttiva, obbliga ad una ristrutturazione e una riclassificazione dei dati: le rilevazioni statistiche giudiziarie co-stituiscono la principale fonte in grado di capire, e di risolvere parzialmente, quali sono i problemi di inserimento sociale dei cittadini stranieri che soggiornano, regolarmente o meno, nel nostro paese.
Negli ultimi anni si è verificato un processo per certi aspetti paradossale, che ve-de un aumento nel numero di persone denunciate, arrestate e detenute in una situazione nella quale invece il totale dei delitti denunciati dalla polizia alle autorità giudiziarie si mantiene pressoché stabile: dal 1991 ad oggi si verifica una crescente attività denun-ciatoria della popolazione che ha per bersaglio in primo luogo reati minori, identificabili come comportamenti anomici o di "inciviltà urbana", perpetrati da soggetti immigrati .
L'ampia risonanza degli episodi di cronaca contribuiscono, tuttavia, ad alimenta-re le ansie eurocentriche e orientano la politica ad affrontare il fenomeno in termini di prevenzione e di controllo delle frontiere: politiche legislative di tipo restrittivo, giusti-ficate dall'imperativo della lotta alla clandestinità e all'illegalità incoraggiano la rappre-sentazione tutta negativa che si da dell'immigrato, percepito come generatore di pro-blemi e assunto come capro espiatorio di difficoltà e disagi.
In realtà, il comportamento trasgressivo di un soggetto va sempre pensato come l'esito, incerto e in parte revocabile e transitorio, di un percorso individuale di negozia-zione con una struttura di vincoli e di opportunità con cui l'azione sociale si confronta. Lo stesso sistema formale di controllo può determinare il coinvolgimento degli immi-grati nella criminalità registrata e repressa, così come quello di controllo sociale infor-male, che si manifesta sotto forma di differenze nella reazione dei cittadini di fronte a reati a seconda della nazionalità dei loro autori, contribuisce a canalizzare le possibili e potenziali azioni comportamentali. Per questo motivo, diventa imprenscindibile interro-garsi sui bisogni e problemi che l'immigrato incontra nel suo percorso di inserimento sociale, affinché l'identità di "escluso" in quanto immigrato e deviante, non ne esca raf-forzata .
Nella provincia di Parma (Cfr. tabelle 10 - 11) i detenuti stranieri sono cresciuti tra il 1997 - 1998 da 163 a 175; un tratto distintivo delle persone coinvolte in azioni giudiziarie è la scarsa presenza femminile. In Italia le donne non comunitarie denunciate e arrestate sono rispettivamente il 20% e il 12% del totale; nella nostra regione le immi-grate denunciate sono il 22% e le arrestate soltanto il 9%, mentre a Parma la presenza femminile tra gli imputati di reati è nulla.
Un fenomeno molto preoccupante è la presenza di detenuti tossicodipendenti che rappresentano il 53% del totale alla fine del 1998. Se gli stranieri si sono ormai consoli-dati come forza sostitutiva degli italiani nello spaccio al minuto di droghe, negli ultimi anni questa attività appare anche collegata la consumo, il che aggiunge nuovi segnali sul disagio diffuso tra alcune fasce del mondo immigrato.
Tabella 10 - Detenuti/e stranieri negli istituti penali di Parma al 31/12/1997 M. F. M./F. Tot stranieri 163 - 163 Di cui tossicodip. 72 - 72 Val.% 44,2 - 44,2 Di cui affetti da HIV 4 - 4 Fonte: Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria Emilia Romagna; Elaborazione: Osser-vatorio Comunale delle Immigrazioni Tabella 11 - Detenuti/e stranieri negli istituti penali di Parma al 31/12/1998 M. F. M./F. Tot stranieri 175 - 175 Di cui tossicodip. 93 - 93 Val.% 53,1 - 53,1 Di cui affetti da HIV 1 - 1 Fonte: Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria Emilia Romagna; Elaborazione: Osser-vatorio Comunale delle immigrazioni 2 - Il problema abitativo L'abitazione è uno dei principali ostacoli alla stabilizzazione delle popolazioni straniere nelle aree in cui è già maturo il loro inserimento economico , e principale motivo di conflitto nelle aree urbane, dove è proprio attorno alle questioni dell'abitazione e dell'habitat che prendono forma le relazioni tra autoctoni e immigrati. Seppure ancora in un'ottica di incertezza, cominciano a prendere forma inter-venti e network operativi orientati ad una lettura strutturale e stabile dell'immigrazione, consapevole di come essa costituisca meno problema che risorsa. Per ciò che riguarda la prima accoglienza abitativa, nel 1991 è stata data in ge-stione alla Cooperativa Parma Programme, tramite contratto di comodato con la Provin-cia, l'ex caserma di carabinieri di Langhirano che è così diventato Centro di prima ac-coglienza per lavoratori impiegati nelle aziende della zona. Sempre la Provincia di Parma ha anche coordinato gli interventi di ristruttura-zione di alcuni edifici da destinare a cittadini stranieri e di due scuole comunali, che erano state chiuse, e che sono state trasformate centri di accoglienza. Spesso la gestione dei Centri di accoglienza abitativa viene appaltata a coopera-tive o associazioni, che riescono a mantenere un atteggiamento di maggior rigore ri-spetto agli enti pubblici per quanto riguarda i tempi di permanenza: la cooperativa Gamma di Parma gestisce 14 posti letto in 3 appartamenti ristrutturati dal Comune, do-ve gli immigrati vengono accolti per 3 mesi al massimo. Anche l'associazionismo si è attivato per una migliore gestione del problema abitativo: L'associazione Pozzo di Sicar di Parma, oltre ad attività culturali di vario tipo, offre prima accoglienza in un centro con 5 posti letto; il Gruppo Mondinsieme di Basili-canova di Montechiarugolo gestisce una casa di prima accoglienza di proprietà della parrocchia; l'associazione San Giuseppe di Parma ha una casa di accoglienza che forni-sce agli stranieri vitto, alloggio, assistenza medica, segretariato sociale, assistenza lega-le, ricerca di lavoro e abitazione. La Caritas diocesana di Parma ha organizzato un Centro di ascolto per immigra-ti: a consulenze di vario ordine (ricongiungimenti, regolarizzazioni, permessi di sog-giorno), vengono ad aggiungersi aiuti per ottenere casa, lavoro, assistenza e mettendo, inoltre, a disposizione servizi guardaroba, docce, barbiere, lavanderia. Da ricordare, inoltre, il Centro di aiuto alla vita (CAV) che accoglie in apparta-menti donne sole, in gravidanza o con bambini piccoli, offrendo corredini e oggetti vari per l'infanzia . 3 - Il mercato del lavoro e la formazione professionale Nella rassegna degli studi empirici più recenti si insiste sull'attuale propensione, da parte delle imprese, di assumere forza lavoro proveniente dall'estero per coprire il vuoto occupazionale, presente oramai da anni, in alcuni settori della produzione indu-striale e dei servizi non tecnologicamente qualificati alla produzione . Più in generale nelle regioni del nord - est italiano, che sono quelle più colpite da un drastico calo della natalità, l'immigrazione pare destinata ad adempiere una funzione di ricambio demografico, rimpiazzando le generazioni non più attive nelle collocazioni ad alto contenuto di lavoro. Molte regioni dell'Italia centro settentrionale, dove la fecondità ha valori pros-simi ad un figlio per donna da quasi vent'anni, stanno vivendo una fase di profondi cambiamenti sociali ed economici: il confronto con le altre province dell'Emilia-Romagna mostra per Parma una natalità ancora più bassa della media ed una mortalità maggiore, dovute non a comportamenti demografici diversi, ma ad una popolazione con una presenza minore di coppie giovani e maggiore di coppie anziane . La richiesta di aumento dei tassi di attività e la contrazione dei posti di lavoro in-fluiscono, con effetti contrastanti, sulla domanda legale di immigrazione. Essa interagi-sce con le caratteristiche demografiche ed economiche della popolazione di arrivo, poi-ché dipende dalla carenza di offerta disponibile in loco, dalla sua propensione alla fles-sibilità e ad un eventuale inquadramento iniziale molto basso, anche in presenza di titoli di studio. Nelle aziende in cui il lavoro è pesante, poco qualificato, talvolta insalubre, e il ricorso a turni continui, anche notturni e festivi, è sempre più diffuso, un numero non trascurabile di imprenditori si è silenziosamente risolto a fare ricorso alla manodopera immigrata. Non mancano verifiche che hanno spinto a considerare con sempre maggiore interesse l'ipotesi che fissa l'attenzione sul ruolo di attrazione dell'immigrazione: signi-ficativo aumento della scolarità delle giovani generazioni (sottratte alla precoce immis-sione nel mercato del lavoro) e aspettative di status e di reddito giustificano il gradi-mento e l'ingresso di immigrati nel mercato del lavoro. La loro presenza ha sostanzial-mente pareggiato la domanda di lavoro poco qualificato, di lavoro cioè che i giovani re-sidenti non intendono fare. La stretta correlazione tra immigrati e loro partecipazione al mercato del lavoro è particolarmente evidente mettendone in rapporto i rispettivi flussi: dopo un avvio ne-gli anni '90 a ritmi elevati, la crisi e al recessione economica del'93 si è ripercossa pe-santemente sull'occupazione; con i primi accenni di ripresa del '94 è ricominciato un trend positivo che dura tuttora (Cfr. tabella 12). Tabella 12 - Avviamenti al lavoro di cittadini Extra-Cee in Provincia di Parma: serie storica 1991-1998 Maschi Femmine Totale %Femmine Indice crescita 1991 1462 281 1748 17 100 1992 987 205 1192 18 68 1993 1013 207 1220 17 69 1994 1160 256 1416 19 81 1995 1610 380 1990 19 113 1996 2288 387 2675 15 153 1997 2580 542 3122 18 178 1998 2506 772 3278 23 187 Fonte: Elaborazioni ISTAT su dati Ministero del Lavoro La qualità dei lavori tende ad essere poco qualificata e di basso livello, e questo è probabilmente uno dei punti strategici più importanti da perseguire. Tuttavia le con-notazioni dei lavoratori immigrati, lette in riferimento alle condizioni dei mercati del la-voro locale, rivelano tratti di accentuata omogeneità con interi gruppi o strati di lavora-tori nazionali . Per la provincia di Parma, come per il resto della regione, valgono le considera-zioni relative alle altre zone della terza Italia, caratterizzate dalla persistenza di una va-sta area di lavoro dequalificato manuale, e di mestieri ad alta qualificazione: nelle pic-cole e medie imprese la trasformazione dei processi produttivi ha dato luogo a nuovi ef-fetti di segmentazione e di sviluppo di lavori atipici rispetto alle forme contrattuali, agli orari, al tipo di prestazioni richieste (Cfr. tabelle n.13-14-15). Gli immigrati, perciò, a fronte di accuse che da più parti vengono mosse , non solo non tolgono lavoro agli autoctoni, ma rappresentano una straordinaria fonte di ric-chezza in quanto consentono di mantenere produzioni che altrimenti sarebbero deloca-lizzate. Inoltre, attraverso la realizzazione di mix produttivi (presenza di alte qualifiche per i residenti, e basse per gli immigrati), permettono la sopravvivenza di attività che altrimenti cesserebbero. Tabella 13 - Avviamenti al lavoro di cittadini Extra-Cee in Provincia di Parma: serie storica per qualifica 1996 1997 1998 Apprendista Totale 40 87 112 % su tot. assunz. 1,5 2,8 3,4 Operaio generico Totale 2310 2464 2727 % sul tot. assunz. 86,4 78,9 83,2 Operaio qualificato Totale 242 408 323 % sul tot. assunz. 9 13,1 9,9 Impiegato Totale 35 56 48 % sul tot. assunz. 1,3 1,8 1,4 Fonte: Provincia di Parma; Elaborazioni: Ufficio Statistica Provincia di Parma Tabella 14 - Avviamenti al lavoro cittadini Extra-Cee in Provincia di Parma: serie storica per settore economico 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 Agricoltura Tot.Avv. 250 119 268 381 250 498 512 441 %Femm. 7,6 8,4 6,7 5,2 18,8 7,8 9,0 7,1 Industria Tot.Avv. 1040 752 589 716 1122 1304 1610 1521 %Femm. 11,2 9,3 5,9 9,4 8,5 5,06 7,1 7,5 Altre Attività Tot. Avv. 358 321 363 319 622 873 1000 1316 %Femm. 41,8 38,9 42,4 52,6 38,7 32,3 38,2 47,6 Fonte: Provincia di Parma; Elaborazione: Ufficio Statistica Provincia di Parma Tabella 15 - Provincia di Parma: Avviamenti al lavoro con contratti particolari cittadini Extra-Cee 1996 1997 1998 Tempo parziale 196 351 265 %su tot.avviamenti 7,3 8 % Femmine 42 46 52 Tempo determinato 1083 1200 1528 %su tot.avviamenti 40,5 46,6 %Femmine 12 17 25 Formazione lavoro 297 318 246 %su tot.avviamenti 11,1 7,5 %Femmine 15 11 13 Fonte: Provincia di Parma; Elaborazione: Ufficio Statistica Provincia di Parma 4 - Percorsi di integrazione socio-economica: il lavoro autonomo degli immigrati La letteratura esistente presenta il fenomeno dell'imprenditorialità immigrata in modo estremamente articolato e multifattoriale: le esperienze imprenditoriali straniere nei paesi di più antica immigrazione, sia extraeuropei (ad esempio gli Stati Uniti), sia europei (Francia, Germania, Inghilterra), evidenziano con forza questa configurazione, rendendo obsoleti paradigmi interpretativi che ne frammentano la percezione . L'imprenditorialità etnica, cioè, non tollera spiegazioni univoche, ma chiama in causa un insieme di elementi; per queste ragioni riteniamo che l'approccio culturale, quello delle economie di enclave, la teoria dello svantaggio e quella della "struttura delle opportunità" offrano, da angolature diverse, interpretazioni spesso riduttive e sem-plicistiche, proponendo una lettura del fenomeno disancorato dalle interdipendenze che si creano nel mercato. E' necessario, pertanto, focalizzare l'attenzione sul lato della domanda, la cui interazione con l'offerta risulta decisiva per comprendere le ragioni e le forme dello sviluppo di imprese "etniche". Gli sforzi conoscitivi più recenti mettono in evidenza questo rapporto dimo-strando come, la trasformazione dei modelli di consumo e i cambiamenti dell'economia urbana, incoraggino la proliferazione di piccole imprese . I processi di ristrutturazione economica avvenuti nelle società occidentali hanno riarticolato le opportunità di inserimento lavorativo: gli effetti della globalizzazione e della segmentazione, soprattutto attraverso i meccanismi del decentramento e del sub- appalto, hanno favorito la frammentazione del tessuto produttivo in piccole unità. La presenza di mercati interstiziali, caratterizzati da un minor utilizzo di capitali, ha fatto emergere la capacità di iniziativa di immigrati dotati di una certa anzianità mi-gratoria e di qualificazioni professionali, offrendo, al contempo, la possibilità di tra-sformare la propria diversità in modo da valorizzarla sia nelle relazioni informali, sia in quelle che riguardano il mercato del lavoro. Per queste ragioni riteniamo che l'emergente, seppur timida, presenza di immi-grati imprenditori nel nostro paese costituisca un esempio positivo di sviluppo produtti-vo e di inserimento socioeconomico nella società globale di accoglienza: quando la "diversità" diventa fonte di arricchimento, le competenze e le specifiche risorse culturali possono tradursi in potenziale economico, sociale e culturale. L'ultima ricerca disponibile aveva l'obiettivo di identificare i punti di forza dell'imprenditoria immigrata nella nostra regione attraverso l'acquisizione di elementi che riuscissero a fornirne un primo inquadramento teorico e concettuale . Esaminando più dettagliatamente la situazione della provincia di Parma, per quanto concerne lo stato di nascita degli imprenditori e dei lavoratori autonomi extraeu-ropei, emerge un dato estremamente interessante: il gruppo etnico numericamente più consistente è quello degli argentini, seguito dai tunisini, dai cinesi, dai venezuelani, dai marocchini e dagli etiopi (Cfr. tabella 16). Tabella 16 - Distribuzione per nazionalità degli imprenditori e dei lavoratori autonomi extra-comunitari in provincia di Parma Nazione Q. % Argentina 38 6,76 Tunisia 28 4,98 Cina 23 4,09 Venezuela 22 3,91 Marocco 21 3,74 Etiopia 16 2,85 Fonte: Dati Cerved; Elaborazioni: Regione Emilia-Romagna Suddividendo le imprese gestite da immigrati extracomunitari per cinque grandi settori economici, emerge che ben 39,6% è inserito nel settore dei servizi, il 21,8% nel commercio, il 19% nell'industria, il 18,4% nelle costruzioni e l'1,2% nell'agricoltura (Cfr. tabella 17). Tabella 17 - Principali settori economici di imprese gestite da immigrati extracomunitari in provincia di Parma Q. % Servizi 222 39,57 Commercio 122 21,75 Industria 107 19,07 Costruzioni 103 18,36 Agricoltura 7 1,25 561 100,00 Fonte: Dati Cerved; Elaborazioni: Regione Emilia-Romagna Secondo la classificazione per gruppi ISTAT ATECO91, quelli più rappresenta-tivi sono il settore delle costruzioni (18,3%), del commercio al dettaglio (18%) e del commercio all'ingrosso (10,52%); pari o superiori al 5% vi sono le voci relative ad al-berghi e ristoranti (8,56%) ed ai due gruppi "altri": altre attività imprenditoriali e pro-fessionali e altre attività di servizi (Cfr. tabella 18). Tabella 18 - Attività imprenditoriali di immigrati in provincia di Parma divise per grandi setto-ri economici (gruppi ISTAT ATECO91) Gruppo Istat Ateco91 Imprese % Agricoltura e allevamento 7 1,25 Estrazione di pietra, sale, ecc 0 0,00 Industria alimentaria 8 1,43 Industria tessile 12 2,14 Preparazione e tintura pelle 19 3,39 Preparazione e concia cuoio 5 0,89 Industria del legno 12 2,14 Produzione carta e prodotti in carta 0 0,00 Editoria, stampa e riproduzione 2 0,36 Fabbricazione di prodotti chimici 1 0,18 Fabbricazione articoli gomma e plastica 0 0,00 Vetro, ceramica, piastrelle, ecc 0 0,00 Costruzioni in metallo 14 2,50 Macchine ed apparecchi elettrici 7 1,25 Macchine ed apparecchi meccanici 16 2,85 Fab. App. radiotelevisiva e comunicazioni 2 0,36 App. medici, ottici e di precisione 3 0,53 Fab. Mobili e altro 6 1,07 Costruzioni 103 18,36 Commercio e manutenzione autoveicoli 14 2,50 Commercio all'ingrosso 59 10,52 Commercio al dettaglio 101 18,00 Alberghi e ristoranti 48 8,56 Trasporti 28terrestri 28 4,99 Magazzini, supporto trasporto, turismo 6 1,07 Intermediazione finanziaria 2 0,36 Attività immobiliari 1 0,18 Noleggio macchine e beni di uso 1 0,18 Informatica e attività connesse 3 0,53 Altre attività professionali e imprenditoriali 33 5,88 Istruzione 3 0,53 Sanità e altri servizi sociali 4 0,71 Attività ricreative, culturali e sportive 5 0,89 Altre attività di servizi 36 6,42 561 100,00 Fonte ed elaborazioni: ISTAT ATECO91 Passando agli elementi qualitativi dell'imprenditoria immigrata, che danno noti-zie sulla condizione degli immigrati e sulle loro motivazioni, emerge che la maggior parte dei lavoratori autonomi ha un'età compresa tra i 31 ed i 40 anni (42,17%) e tra i 41 ed i 50 anni (25,27%). Il 17,44% ha un'età compresa tra i 21 ed i 30 anni, il 10,50% tra i 51 e i 60 anni, il 3,38% tra i 61 ed i 70 anni, lo 0,89% tra i 71 e gli 80 anni e lo 0,18% con più di 81 anni (Cfr. tabella 19); una percentuale identica(0,18%) è quella di coloro che hanno una età inferiore ai 20 anni. Sintetizzando, la media complessiva dell'età dei lavoratori autonomi in provin-cia di Parma è di 39 - 40 anni. Tabella 19 - Distribuzione per intervalli di età degli imprenditori immigrati in provincia di Parma Età Q. % 20 e meno 1 0,18 21 a 30 98 17,44 31 a 40 237 42,17 41 a 50 142 25,27 51 a 60 59 10,50 61 a 70 19 3,38 71 a 80 5 0,89 81 e più 1 0,18 562 100,00 Fonte: Dati CERVED; Elaborazioni: Regione Emilia - Romagna Su un totale di 562 imprenditori immigrati in provincia di Parma, solo il 33,99% sono donne; potrebbe essere questo un obiettivo da perseguire, attraverso la promozione di iniziative che offrano alle donne immigrate, relegate nella nicchia del lavoro dome-stico o della prostituzione, la possibilità di mettere a frutto le proprie esperienze lavora-tive. Tabella 20 - Distribuzione per sesso Q. % Uomini 371 66,01 Donne 191 33,99 Totale 562 100,00 Fonte: Dati CERVED; Elaborazioni: Regione Emilia - Romagna I dati emersi rappresentano, a nostro avviso, elementi estremamente incorag-gianti che devono farci riflettere su come all'interno del mondo dell'immigrazione siano presenti molte risorse e competenze, ma che raramente a queste viene riconosciuto la validità e la dignità del loro apporto. E' stato scritto che l'immigrato per la scelta di rottura che ha compiuto è, di fat-to, imprenditore di se stesso ; tuttavia, la timidezza con la quale sono state prese le mi-sure di sostegno all'imprenditorialità immigrata rappresenta un indiscusso motivo di in-debolimento delle interazioni sociali, culturali ed economiche possibili . Rispondere alla domanda sull'identità dell'imprenditore immigrato da un punto di vista sociologico, ed in particolare in relazione ai processi economici, è una sfida im-pegnativa ma interessante; consente, infatti di recuperare il rapporto esistente tra azione economica e azione sociale, tra impresa e società . Se il lavoro deve essere inteso come un'esperienza di socializzazione fonda-mentale per un rapporto integrato con la società, anche le politiche per l'imprenditoria immigrata devono essere assimilate alle politiche sociali: impostare un'azione di questo tipo significa interessarsi prevalentemente alla dimensione relazionale. La nuova chiave di lettura è quella che considera i soggetti "svantaggiati" come titolari di capacità critiche e propositive che possono essere sviluppate e integrate in processi produttivi destinati a trovare spazio sul mercato. D'altronde, la convinzione che le qualità e le competenze di individui apparte-nenti alle così dette "fasce svantaggiate" possano essere spendibili, ha stimolato l'attivazione, anche nella nostra regione, di alcuni progetti che cercano di rispondere alle esigenze di immigrati desiderosi di uscire dalla nicchia del lavoro subalterno . L'impossibilità di intendere l'azione di sostegno come un'agenzia che "delega", senza domandarsi sulle valenze qualitative e attitudinali dei soggetti interessati, rimanda all'importanza di concepire i rapporti tra i soggetti economici, sociali ed istituzionali del territorio secondo la dialettica di network, da intendersi come collaborazione e concerta-zione tra attori diversi in una logica di rete. Per queste ragioni le politiche preposte all'integrazione economica degli immi-grati, ed al loro possibile iter imprenditoriale, non possono trascurare gli elementi di matrice socioculturale che qualificano il profilo dello straniero, che deve essere conside-rato in primis come uomo e, solo successivamente, come lavoratore. Bibliografia · M. Ambrosini, Immigrati e imprenditori. Un fenomeno emergente nelle economie occidentali, in "Stato e Mercato", n. 45, 1995 · M. Ambrosini, Che cos'è l'impresa sociale: un punto di vista sociologico, in "Azione sociale", marzo-aprile, 1997 · M. Barbagli, Immigrazione e criminalità in Italia, Il Mulino, Bologna, 1998 · A. Bastenier, L'immigrazione nel quotidiano: la funzione sociale della diceria, in "Prospettiva sindacale", n. 79-80,1991 · A. Bernardotti, M. Michielli (a cura di), Immigrazione e criminalità. 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