NOTE



  1. Acronimo del Massachusetts Institute of Technology di Boston, una delle più prestigiose istituzioni scientifiche del mondo.


  2. Personal Digital Assistant , una sorta di ibrido tra un telefonino cellulare e un PC portatile, delle dimensioni di una penna stilografica, capace di ricevere e di trasmettere dati in rete.





  3. Ha mantenuto però alcuni tratti distintivi costanti, quelli che fanno riferimento ad aspetti tecnici e strutturali, come la tecnica di trasmissione dei dati, il cosiddetto packet switching, il supporto di base, il cosiddetto backbone, ossia la "spina dorsale" della rete, e il codice mediante il quale le macchine parlano tra loro, il protocollo Internet. Mentre il primo aspetto è stato costante fin dai primordi delle prime connessioni, gli altri due risalgono a un’epoca più recente: infatti l’attuale dorsale, costituita da NFSNet, fu inaugurata nel 1986, mentre il protoocollo TCP/IP sostituì il precedente nel 1983.


  4. Le periodizzazioni della Rete proposte dai vari studiosi sono diverse, a seconda del criterio di analisi usato. Qui è stata adottata la scansione evolutiva proposta da F. Carlini in Chips & Salsa, Storie e culture del mondo digitale, Manifestolibri, Roma 1995. Le categorie utilizzate da Carlini come cartina di tornasole della dinamica evolutiva della Rete sono le sue funzioni effettive, cioè gli scopi per cui è usata e il tipo di comunità virtuale che la abita, due elementi intimamente correlati fra loro. Cfr. Berretti e Zambardino Internet.Avviso ai naviganti , Donzelli Editore, Roma 1995, dove invece vengono individuate tre fasi nella storia della Rete, a seconda del tipo di policy di ingresso che, in definitiva, rimanda anch'essa alla categoria degli abitanti del ciberspazio, e L. Floridi, Internet, Il Saggiatore, Milano 1997, che ha individuato tre fasi (fase inventiva, dal 1968 al 1984, fase innovativa, dal 1984 al 1995 e della diffusione, dal 1995 in poi) a seconda delle caratteristiche dinamiche del processo di cambiamento.


  5. Il bit , in inglese letteralmente "pezzo", "porzione di qualcosa", è la più piccola unità di informazione che nella tecnica di trasmissione digitale dei segnali può veicolare dati, suoni, immagini e, nei sistemi multimediali più avanzati, addirittura video, ma è anche la base del sistema numerico binario usato dai computer (Binary digIT, numero binario) e può assumere solo due valori, 0 e 1.


  6. Acronimo di Advanced Research Projects Agency, un'agenzia del Pentagono istituita nel 1958 dal presidente Eisenhower per promuovere e coordinare la ricerca scientifica: quest’ente fu concepito come organismo strettamente legato al presidente e al segretario della difesa, con l’obiettivo di assicurare agli USA una funzione guida nelle applicazioni tecnologiche e prevenire in tal modo sorprese dei sovietici sulla frontiera tecnologica. Dopo la creazione della NASA, alla fine dell’estate del 1958, l’ARPA si distanziò dal Pentagono, ridefinendo i suoi obiettivi e le sue competenze e focalizzandoli sulla ricerca di base: la sua attività ha riguardato soprattutto la sponsorizzazione di progetti del tipo high risk, high gain, dove il rischio e le spese sono molto alti e dove il successo può determinare importanti acquisizioni strategiche. La sua struttura è sempre stata flessibile e leggera, contrariamente alla tradizionale organizzazione militare. Dagli anni ‘80 ha mutato il suo nome in DARPA (Defense Advanced Research Proojects Agency). Cfr. http://www.darpa.mil.


  7. Katie Hafner e Mattew Lyon, Where Wizards Stay Up Late , Simon&Schuster, New York 1996.


  8. Ibidem, p. 10.


  9. C. Huitema, Et Dieu créa l’INTERNET, Editions Eyrolles, 1995 (trad. it. E Dio creò INTERNET, Muzzio, Padova, 1996, pp. 31-32).


  10. C. Huitema, op. cit. , p. 33.


  11. P. Elmer Dewitt, First Nation in Cyberspace, "Time", December 6, 1993, pp. 56-58.


  12. Ibidem, p. 56, traduzione mia.


  13. Ibidem.


  14. Ibidem.


  15. Hafner e Lyon, op. cit., p. 10.


  16. Quasi tutti gli studi consultati in questo lavoro hanno propagato questa inesattezza, come Sesto Potere di Martignago, Pasteris e Romagnolo, Apogeo, Milano 1997, Internet, di L. Floridi, il Saggiatore, Milano 1997, e molti altri. Lodevoli eccezioni sono rappresentate da F. Carlini, Internet, Pinocchio e il gendarme, Manifestolibri, Roma 1995, e C. Huitema, Et Dieu créa l’INTERNET, Editions Eyrolles, 1995 (trad. it. E Dio creò INTERNET, Muzzio, Padova, 1996).


  17. Hafner e Lyon, op. cit. , p. 34.


  18. Ibidem, traduzione mia.


  19. Acronimo della "University of California - Los Angeles"


  20. Hafner e Lyon, op. cit. , pp. 41-42.


  21. RAND Corporation, detta anche RAND Institute o semplicemente RAND: era inizialmente una divisione tecnica della Douglas Aircraft. Nel 1948 si separò per divenire un'impresa nonprofit con il fine di ottenere in appalto contratti di ricerca soprattutto dall'aviazione americana, l’Air Force. E' così diventata un istituto di ricerca, con base a Santa Monica, che durante la guerra fredda faceva da think tank (centro di consulenza) per il Dipartimento della Difesa, svolgendo ricerche segretissime su scenari di guerre termonucleari. Nella visione del RAND la futura ARPANET rientrava nel progetto di una rete di controllo, comando e comunicazione in grado di resistere a un attacco termonucleare.


  22. I mainframes erano i grandi cervelloni elettronici che potevano occupare anche lo spazio di una stanza e che funzionavano come stazione di lavoro unica per più persone, che contemporaneamente lavoravano ai vari terminali secondo la modalità del time sharing, alla lettera condivisione di tempo, tecnica in base a cui un computer centrale suddivide il suo tempo macchina tra i diversi programmi lanciati dai diversi terminali dai vari utenti. Attualmente i mainframes sono stati sostituiti quasi completamente dai PC, più maneggevoli, compatti e di uso personale.


  23. Per comunicare, un utente del telefono compone un numero che determina la commutazione di una serie di circuiti, di modo che si stabilisce una linea fisica completamente dedicata ai due interlocutori: durante tutta la comunicazione il circuito rimane permanentemente occupato dai due utenti e nessun altro può usufruire della stessa linea.


  24. "Rete geograficamente distribuita", in cui i computer, spesso lontani fra loro (per esempio dislocati nelle varie sedi una multinazionale) sono collegati tra loro mediante una rete telefonica commutata, mentre nelle reti locali (LAN ), di solito realizzate all’interno di uno stesso edificio per uso d’ufficio (condivisione di periferiche, scambio di messaggi tra un piano e l’altro, ecc.) i computer sono connessi direttamente tramite cavo dedicato, quasi sempre con tecnologia Ethernet. Mentre le reti locali non permettono alcun tipo di accesso dall’esterno, le WAN sono reti aperte, e hanno anzi delle procedure già predisposte per connettere nuovi eleboratori remoti, da quelli di un’eventuale nuova sede, al computer portatile di un dipendente munito di modem.


  25. Nel gergo informatico i nodi sono i punti di connessione tra le diverse articolazioni di una rete, solitamente occupati da un computer che smista il traffico in entrata e in uscita.


  26. Computer connesso in rete che "ospita" dati e servizi, o accetta "visite" dall’esterno. Un host computer è qualsiasi computer sull’Internet che risponda a tre requisiti: implementi i necessari protocolli di comunicazione, inclusa la suite TCP/IP, abbia un suo indirizzo IP individuale e possieda una connessione di comunicazione che gli permette di scambiare pacchetti di informazioni con altre macchine collegate in rete.


  27. Un protocollo è un codice comune, un insieme di regole attraverso cui due o più computer comunicano scambiandosi messaggi, indipendentemente dal sistema operativo e dall’architettura hardware, questo speciale software stabilisce, per esempio, qual’è l’ammontare dei dati che può essere trasmesso in ogni istante, il formato che questi dati debbono avere e i criteri che presiedono all’assegnazione degli indirizzi.


  28. Internet Service Provider (ISP) è il sistema telematico che affitta parte della sua connettività con la rete Internet al privato cittadino o alle piccole aziende. Il provider è uno dei milioni di nodi della Rete, connesso all’Internet in modo permanente con delle linee dedicate acquistate o affittate (in Italia l’unico fornitore di infrastrutture fisiche è per il momento la Telecom).


  29. http//info.isoc.org/internet-history


  30. Palo Alto Research Center, centro di ricerca della Xerox.


  31. Vedi sopra, nota 10.


  32. 2 elevato all’ottava fa 256, dove 2 rappresenta il numero dei valori (0 e 1) che può assumere ogni bit., per cui se un network è indicato da un ottetto di bit, si possono numerare fino a 256 reti.


  33. Telnet è un'applicazione di rete che consente di connettersi a un computer host agendo dalla propria postazione come se fosse un terminale di quel computer.


  34. "Instradatore": è un computer situato in un nodo della rete che svolge il compito di indirizzare alla stazione successiva, a monte o a valle, i pacchetti in transito, secondo le regole del protocollo TCP/IP.


  35. G. Salza, Che cosa ci faccio in Internet, Edizioni Theoria, Roma-Napoli, 1995, p. 19.


  36. Fu Christensen a scoprire che ogni computer può connettersi online con un altro grazie al modem, che permette di convogliare i bit su una linea telefonica commutata. Era necessario, però, un programma in grado di correggere gli errori causati dal telefono: il protocollo di trasmissione inventato da Christensen si chiama XModem: fu così che, nel 1978, insieme a un amico, diede vita alla prima BBS, area di libero dibattito ospitata su un computer che fa da server per tutti quelli che si connettono via modem.


  37. Vedi sopra, nota 10.


  38. E' la "spina dorsale", lo scheletro delle principali articolazioni di una rete, compooste da linee dedicate ad altissima velocità, che collegano alcuni supercomputer nevralgici dislocati anche a grande distanza fra loro.


  39. http://info.isoc.org/internet-history, traduzione mia.


  40. Ibidem.


  41. Ibidem.


  42. M. Calvo, F. Ciotti, G. Roncaglia, M. A. Zela, Internet ‘97, Laterza, Bari 1997, p. 17.


  43. Berretti e Zambardino, op. cit., 1995.


  44. http//info.isoc.org/internet-history.


  45. Si tratta di una categoria sociologica abbastanza controversa formulata dallo studioso americano Howard Rheingold, la cui opera The Virtual Community è diventata un libro di culto tra gli appassionati del surfing digitale e si può anche leggere, opportunamente riadattata, online .


  46. Vedi F. Carlini, Internet, Pinocchio e il gendarme , Manifestolibri, Roma 1996.


  47. Op. cit.


  48. Citato da C. Huitema, Et Dieu créa l'Internet , Editions Eyrolle, 1995 (trad. it. E Dio creò Internet , Muzzio, Padova 1996).


  49. P. Rosati (Hobo), Il mercato delle identità, in "Alì Babà" n.3 , inserto settimanale de"il Manifesto" del 7 maggio 1997.


  50. RL, cioè Real Life, come la chiamano gli americani.


  51. P. Ingrao e R. Rossanda, Appuntamenti di fine secolo , Manifestolibri, Roma 1996.


  52. Si chiama così il cavo che trasporta i segnali analogici della telefonia tradizionale, contenente due fili di rame.


  53. E' la pagina Web di presentazione di un sito, dove di solito vengono presentati in modo sintetico l'attività o l'oggetto in questione, corredata da dati multimediali (testo e immagini, ma anche suoni o immagini in movimento): dalla home page di un sito si diramano i link alle altre pagine del sito o ad altri siti.E’ così chiamata anche perché inizialmente rappresentava in modo stilizzato l’edificio in cui si stava entrando (un’università, un’azienda, un ente).


  54. Berretti e Zambardino, op. cit.


  55. Il termine è di Carlini, op. cit, 1995.


  56. http//info.isoc.org/internet-history/#Introduction.


  57. Un normale cavo telefonico in rame trasporta 36 kb al secondo, velocità accettabile se si tratta di un testo, ma che diventa estenuante se a essere trasferiti sono un'immagine o un video.


  58. Suite in quanto si tratta in realtà di un insieme di protocolli di comunicazione, ognuno con una funzioone specifica, organizzati in maniera gerarchica: in termini tecnici si dice che è un "protocollo a strati di servizi" (layers of services ).


  59. E. Guidotti, Internet e comunicazione. Per capire come cambia il modo di comunicare l’impresa con Internet , FrancoAngeli, Milano 1997, pp. 21-23.


  60. Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire.


  61. Acronimo di HyperText Markup Language.


  62. Questo termine è stato usato per la prima volta da Theodor H. Nelson negli anni Sessanta per indicare "una serie di brani di testo tra cui sono definiti dei collegamenti che consentono al lettore differenti cammini" (brano tratto da Literary Machines , citato in Martignago-Pasteris-Romagnolo, Sesto Potere , Apogeo, Milano 1997, p. 72.).


  63. E’ il computer che offre dei servizi centralizzati, per esempio mettendo a disposizione programmi o dati, a diversi client che gli chiedono delle prestazioni.


  64. F. Carlini, op. cit., 1995, p. 183.


  65. Questa istituzione scientifica è famosa tra i cibernauti in quanto continua a offrire sul proprio sito materiali, software e informazioni che possono essere prelevati gratuitamente.


  66. Vedi sopra, nota 3.


  67. Il domain name è l’identificativo di un computer host. Infatti il sistema degli indirizzi IP, che è numerico, e quindi complicato per l’utente, è stato integrato da un sistema di indirizzamento simbolico, il Domain Name Service (DNS), in virtù del quale ogni host dell’Internet è dotato di un nome (domain name ) , composto da stringhe di caratteri separati da punti. Quest’articolazione rispecchia la struttura gerarchica del Domain Name Service, che suddivide il Net in settori, denominati "domini", a loro volta ripartiti in "sottodomini", ecc, fino ad arrivare ai singoli host. L’identificativo di un host riassume le varie gerarchie di "domini" a cui appartiene e ogni sottostringa rappresenta o un "dominio" o un "sottodominio" o il nome del server. L’ordine di scrittura è inverso all’ordine gerarchico, cioè la parte di indirizzo più a destra nella stringa indica il "dominio" più alto nella gerarchia, ossia il paese o, per gli USA, il tipo di ente che possiede il computer. I "domini" di primo livello sono di due tipi: "domini" di organizzazioni o "domini" nazionali. Infatti, quando il DNS è stato creato, l’Internet era diffusa, salvo eccezioni, solo negli Stati Uniti: per questo i domini statunitensi, e alcuni "domini" non geografici, sono stati divisi per tipo di organizzazione (.edu sta per università ed enti di ricerca, .com sta per soggetti commerciali, .gov sta per istituzioni governative, .mil sta per enti militari, e .org sta per organizzazioni ed enti di diritto privato, come assoociazioni non-profit , organizzazioni non governative, ecc.). Quando la Rete si è diffusa a livello internazionale sono stati creati altri "domini" di primo livello, suddivisi per paesi.
    Recentemente sono stati annunciati altri "domini" di primo livello internazionali che estendono l’originaria ripartizione. Cfr. M Calvo, F. Ciotti, G. Roncaglia, M. A. Zela, Internet ‘97, Laterza, Bari 1997, pp. 24-32.


  68. Cfr. F. Carlini, La democrazia perde i pezzi, in "Alì Babà" n. 5, inserto de "il Manifesto" del 21 maggio 1997.


  69. Secondo Anthony Rutkowsky "connectivity is its own reward", la connettività, l’essere connessi, costituisce il valore aggiunto della Rete (v. C. Huitema, op. cit. ).


  70. Di solito si tratta di piccole imprese chiamate SOHO (small office, home office) o "gazzelle", per la loro agilità e mobilità.


  71. C. Martin, The Digital Estate , McGraw Hill,1997 (trad. it. L’era digitale, McGraw Hill, Milano 1997).


  72. C. Martin, op. cit.


  73. Ibidem, p. 157.


  74. B. Ovink, Un futuro per i pagamenti elettronici. Il nuovo standard SET di Visa e Mastercard , in "Ingenium" n. 21, 21 dicembre 1996, p. 68.


  75. V. Zambardino, Tutto il bello di pagare on line , "Il Venerdì" n. 490, supplemento a "la Repubblica" del 25 luglio 1997, p. 112, e B. Ovink, direttore produzione e marketing per l’Europa di Visa Inernational, cit.


  76. Si tratta di una tecnica nata in ambito militare, durante la seconda guerra mondiale, quando gli Angloamericani cercavano di decifrare tempestivamente i messaggi in codice che il comando tedesco inviava via radio alle proprie truppe: oggi la crittografia viene usata per proteggere i segreti militari di uno stato o quelli commerciali di un’azienda, o , più spesso, per inviare dati che si vogliono tenere riservati; cfr. F. Carlini, op. cit., 1995, pp. 213 e segg; La crittografia, a cura di www.Galileonet.it, in http://www.mediamente.rai.it/home/tv2rete/mm9798.


  77. Infatti i diversi fonemi hanno una frequenza diversa nelle varie lingue, per cui, nel caso di una serie di dati cifrati in cui la frequenza delle diverse lettere è rimasta inalterata, è sufficiente fare un’analisi della ricorrenza di queste per risalire alla chiave e quindi decodificare l’intero messaggio.


  78. Carlini, op. cit., 1995. Lo standard crittografico ufficiale del governo americano è detto "DES" (Data Encryption Standard) ed è un sistema, ideato dai ricercatori della IBM, a chiave unica. Il metodo su cui si basa è pubblico e ampiamente noto, ma esistono 256 chiavi, il che lo rende difficile da decifrare. Comunque questo sistema di crittazione viene utilizzato per i documeni riservati, ma non quelli "classificati", cioè quelli protetti da segreto di stato, decifrabili con un po' di pazienza e con una strumentazione apposita. Il punto debole dei sistemi a chiave unica risiede nel fatto che mittente e ricevente devono in qualche modo passarsi la chiave, e se non possono incontrarsi direttamente, e ricorrono quindi ad un sistema di trasmissioone indiretta, questa può essere intercettata.


  79. La svolta risale al 1976, quando il programmatore Whitfield Diffie e un docente della Stanford University, Martin Hellman, annunciarono pubblicamente l’invenzione della chiave pubblica, strumento imprescindibile per la privacy delle masse: si vanificava così il rigido controllo che la National Security Agency (NSA) aveva sino ad allora esercitato sulla diffusione dei programmi di crittografia, stabilendo complesse procedure per i brevetti ed equiparandoli alle armi pesanti.


  80. Questo sistema si basa su alcune funzioni matematiche che si possono utilizzare solo in un senso, essendo la funzione inversa molto difficile da calcolare: i sistemi a "doppia chiave" si basano infatti su alcune operazioni matematiche realizzate sui numeri primi.


  81. Dalle iniziali dei cognomi degli inventori: l’affidabilità di questo sistema si fondava sulla valutazione che per scindere un numero di 129 cifre nei due numeri primi che lo compongono sono necessari un numero astronomico di anni di elaborazioni al computer. In realtà nel 1994 si è raggiunto un tale risultato: non si è trattato però dell’opera di un singolo o di un’équipe di ricercatori, bensì, grazie alle possibilità di cooperazione offerte dall’Internet, di seicento gruppi, disseminati in venticinque paesi, dotati di circa 1600 macchine da calcolo, dai PC ai supercomputer, una potenza di calcolo inimmaginabile. Il lavoro è durato otto mesi, e il successo che lo ha coronato dipende in massima parte nell’organizzazione e nella ripartizione della ricerca. Il sistema "RSA" è comunque quasi perfetto, in quanto le condizioni in cui è stata trovata la sua soluzione sono pressoché irriproducibili, e chi ricorre oggi a questo sistema utilizza numeri di 200 o 300 cifre.


  82. Lo scontento dei produttori è ancora maggiore in quanto "RSA" è stato brevettato dai suoi inventori, anche se diversi software ispirati a quell’algoritmo circolano liberamente fuori dagli Stati Uniti, dove non sono coperti da brevetto e lontano dalla possibilità di azione dei funzionari della giustizia americana.


  83. Zimmermann è stato citato in tribunale dalla RSA per violazione del brevetto e non per esportazione indebita, in quanto inizialmente si era limitato a distribuire poche copie del sofware a degli amici, che le diffusero tramite vari sistemi telematici californiani. La causa si è poi conclusa con la vittoria di Zimmermann, grazie all’intervento mediatore del MIT, che spinse i due avversari alla collaborazione per la realizzazioone di nuove versioni di "PGP", le quali vennero poi diffuse in rete, contravvenendo impunemente ai divieti di esportazione. Nel 1992, con la presentazione di un Manifesto, è nato un movimento "crypto-anarchico", fautore dell’uso diffuso e massiccio dei sistemi crittografici a difesa della privacy . V. Carlini, op. cit., 1995.


  84. Ernesto Assante, Il Cybermercato , in "Computer Valley" n. 5, supplemento settimanale a "la Repubblica" del 30 ottobre 1997, pp. 13-14.


  85. Anche American Express ha deciso di adottare il sistema di protezione dei dati SET.


  86. E. Trondsen, Commercio elettronico: un interesse crescente. Tecnologie e mercato, lo scenario degli USA, in "Ingenium" n. 21, 21 dicembre 1996, pp. 54-59 e B. Ovink, art. cit


  87. Ernesto Assante, I pagamenti sulla Rete , in "Computer Valley" n. 5, supplemento settimanale a "La Repubblica" del 30 ottobre 1997, p. 14.


  88. L’intermediario, che coordina tutto il sistema e garantisce la regolarità delle operazioni, trattiene una commissione su ogni transazione.


  89. I quattro soci fondatori vivevano anche molto lontani l’uno dall’altro, e i primi assunti erano anch’essi dislocati in diversi stati degli USA: ancora dopo quindici mesi l’azienda non disponeva di nessun ufficio fisico, e tutto veniva organizzato, gestito e coordinato per via telematica. Tuttavia, con la crescita dell’azienda, si rese necessaria la centralizzazione delle attività in un ristretto numero di uffici. Per una valutazione esaustiva delle opportunità e delle insidie che può incontrare un’attività economica nell’ambiente digitale cfr. Perils of Practical Internet Commerce: A Comprehensive View of First Virtual’s First Year, disponibile all’indirizzo telematico <http://www.fv.com/company/index.htm??perils >.


  90. C. Martin, op. cit. , p. 31.


  91. Ad esempio NLighN, un database di ricerca, che applica una tariffa ad ogni articolo scaricato, o InfoAccess, che vende oltre dieci milioni di profili aziendali (attività dell’azienda, numero impiegati, volume di vendite stimato) al prezzo di tre dollari l’uno.


  92. Rocket Science Games, in collaborazione con CyberCash, gestisce una sala giochi virtuale.


  93. Il sondaggio è disponibile online all’indirizzo telematico <http://www.hyperion.co.uk/??? >.


  94. F. Carlini,op. cit., 1995, pp. 227 e segg.


  95. E. Assante, Il Cybermercato , in "Computer Valley" n. 5, supplemento de "la Repubblica" del 30 ottobre 1997, p. 12.


  96. E. Visconti, Babbo Natale viaggia on line, "AliBabà" n. 28, inserto settimanale de "il Manifesto", 3 dicembre 1997, p. IV.


  97. E. Assante, Il Cybermercato , in "Computer Valley" n. 5, supplemento de "la Repubblica" del 30 ottobre 1997, p. 12.


  98. Ibidem .


  99. La metafora si riferisce alla estrema eterogeneità dei prodotti che si possono acquistare in rete, e non certo alla loro tipologia, che nella maggior pare dei casi non ha nulla a che vedere con le merci, di fattura artigianale, che vengono vendute nei suq.


  100. E. Assante, Il Cybermercato , in "Computer Valley" n. 5, supplemento de "la Repubblica" del 30 ottobre 1997, p. 12.


  101. Tra le voci di spesa che hanno maggiormente incrementato il fatturato totale del commercio online per il 1997 ci sono i nuovi PC venduti esclusivamene in rete a prezzi inferiori ai 1000 dollari da case come Compaq, Dell e IBM: i prezzi così bassi, fattore di tale successo commerciale, sono dovuti al risparmio sui canali della mediazione distributiva, reso possibile dal commercio elettronico; Cfr. E. Visconti, art. cit.


  102. http://www.creor.com/index.htm.


  103. http://www.cdnow.com.


  104. http://www.musicboulevard.com.


  105. Addirittura i singoli artisti si organizzano autonomamente, quando sono anche produttori di se stessi: per esempio Prince vende in rete il suo disco, "Crystall Ball", che si può acquistare all’indirizzo telematico http://www.love4oneanother.com.


  106. http://www.amazon.com.


  107. E. Assante, Il Cybermercato , in "Computer Valley" n. 5, supplemento a "la Repubblica" del 30 ottobre 1997, p. 14.


  108. C. Martin, The Digital Estate , McGraw-Hill, 1997 (trad. it. L’era digitale , McGraw-Hill, Milano, 1997, p.73).


  109. L’originaria tariffa di abbonamento, pari a 29,95$, è stata eliminata, ma sono ancora in vigore la tariffa mensile di 4,95$ e l’addebito di 7,95$ per ordine più il 5% sul totale degli acquisti.


  110. Ibidem.


  111. Ibidem.


  112. E. Assante, art. cit.


  113. Ibidem .


  114. Intervista ad A. Amoroso, direttore marketing gruppo Rinascente, in "Ingenium" n. 21, 21 dicembre 1996, p. 110.


  115. B. Croce, Alla conquista del Web. Da Internet a businessnet, in "Ingenium" n. 21, 21 dicembre 1996, p. 9, e intervista a S. Pula, direttore commerciale di CM Telecommunications, in "Ingenium", cit.


  116. C. Martin, op. cit. , p.203.


  117. Tra le altre cose, ha realizzato due importanti studi sulla demografia della Rete.


  118. R. Staglianò, op. cit. , p. 57.


  119. Il regolamento stabilisce che i siti che implementano I/CODE si impegnano a rispettare la privacy dell'utente finale, trattenendosi dallo spedire lettere o e-mail ai membri I/CODE senza il loro esplicito permesso, e a non trasferire o rivendere informazioni ad altre compagnie.


  120. Tra questi Revelli (saggio contenuto in P. Ingrao e R. Rossanda, Appuntamenti di fine secolo , Manifestolibri, Roma 1995), P. Ingrao e R. Rossanda (op. cit. ) e M. Agostinelli (Tempo e spazio nell’impresa postfordista , Manifestolibri, Roma 1997).


  121. Cioè della transizione dall’economia di scala, fondata sulla grande fabbrica fordista, rigida e gerarchizzata, al nuovo modello denominato postfordista .


  122. E’ l’analisi, proposta a fondamento di un manifesto di una nuova generazione di imprenditori, di A. Armstrong e J. Hagel III, Net Gain, Harvard Business School Press, 1997.


  123. S. Campanella, Le aggregazioni a valore aggiunto, in "Alì Babà" n.17, inserto de "il Manifesto" del 17 settembre 1997, p. IV.


  124. Oltre al suo sito Web, gestisce alcuni spazi su circuiti commerciali come CompuServe e Microsoft Network.


  125. Intervista a M. Arrighi, direttore commerciale del Gruppo RAS, in "Ingenium" n. 21, 21 dicembre 1996.


  126. In C. Martin, op. cit. , p.X.


  127. S. Santini, Internet e Intranet. Nuovi scenari per le strategie aziendali , in "Ingenium" n. 21, 21 dicembre 1996, p. 25.


  128. Articolo di G. Caravita tratto dal "Sole 24 Ore" e citato in B. Croce, Alla conquista del Web. Da Internet a businessnet, "Ingenium" n. 21, 21 dicembre 1996, p. 6.


  129. Ibidem, p. 7.


  130. S. Santini, Internet e Intranet. Nuovi scenari per le strategie aziendali , in "Ingenium" n. 21, 21 dicembre 1996, p. 27.


  131. Una parziale soluzione a queste carenze è offerta dall’introduzione del linguaggio di programmazione Java; per una trattazione più specifica delle prospettive e degli sviluppi più "tecnici" v. O. Viele, Si fa presto a dire Intranet, in "Ingenium" n. 21, 21 dicembre 1996, pp. 48-53.


  132. V. i casi dell’ENEA e della Camera di Commercio di Milano, i cui dipendenti hanno la possibilità di controllare in rete in quale ufficio si trovi una pratica e a che punto sia dell’iter burocratico.


  133. M. Righetti, Azienda virtuale ed economia in rete. Un nuovo modello per fare business, in "Ingenium" n. 21, 21 dicembre 1996, pp. 43-44.


  134. B. Croce, Alla conquista del Web. Da Internet a businessnet, in "Ingenium" n. 21, 21 dicembre 1996.


  135. Laboratorio nazionale che fa capo al Department of Energy del governo USA.


  136. B. Croce, Alla conquista del Web. Da Internet a businessnet, in "Ingenium" n. 21, 21 dicembre 1996.


  137. N. Negroponte, op. cit.


  138. R. Staglianò, Pubblicità interattiva. La pubblicità al tempo di Internet , Castelvecchi, Roma 1996.


  139. Andreina Mandelli, docente all'Università Bocconi di Milano, come riportato in R. Staglianò, Comunicazione interattiva. La pubblicità al tempo di Internet , Castelvecchi, Roma 1996.


  140. C. Martin, op. cit. , p. 58.


  141. R. Staglianò, op. cit. , p. 23.


  142. A. Mandelli, cit.


  143. R. Staglianò, op. cit. , pp. 25-26.


  144. Internet Advertising a cura del Center for Digital Multimedia - Center for Advanced Technology della New York University, disponibile all'indirizzo Internet http://found.cs.nyu.edu/found.a/CAT/misc/welz/internetmm/10ads/ads5.html.


  145. http://www.hotwired.com.


  146. http://www.pathfinder.com.


  147. Ci sono vistose eccezioni, come quelle rappresentate dal "Wall Street Journal" e dal "New York Times", che riscuotono un abbonamento mensile per la fruizione della versione online : in questo caso la qualità e il prestigio delle testate le rendono agli occhi dei lettori insostituibili nel loro genere, valutazione che spinge anche a pagare la subscription , soprattutto fuori dai confini statunitensi, dove risulta più difficile e costoso reperire una copia cartacea.


  148. R. Staglianò, op. cit. , pp. 42-43.


  149. Ibidem , pp. 45-46.


  150. Bisogna distinguere i clicks on banners o inquiries , che corrispondono a quante volte una pubblicità viene cliccata, da quelli che in gergo vengono denominati click-throughs , ossia il numero di volte che un utente, attivando il link , si trasferisce effettivamente dal sito del publisher (del fornitore di spazio pubblicitario) a quello dell'advertiser (del marchio pubblicitario): infatti è abbastanza frequente cliccare su un hyperlink e vedere visualizzato sul monitor un messaggio di "server busy", che indica che il server che il nostro browser sta contattando è per il momento impegnato in altre transazioni, o "DNS look-up failed", che indica che il server da contattare non è stato identificato dal nostro Domain Name Server di riferimento (un data base che ha la funzione di tradurre i nomi degli host di rete nei relativi indirizzi numerici, poiché la comunicazione effettiva tra gli host avviene sempre attraverso gli indirizzi numerici). Per cui, nonostante l'utente non sia mai giunto al sito dell'advertiser, tuttavia il server del publisher ha registrato il click, e se l'utente prova ripetutamente a cliccare sul link quando il server risulta occupato, numerosi inquiries corrisponderanno a un unico click-through .


  151. Il numero di hit dipende dalla quantità di grafica che una pagina contiene, per cui la request di una pagina composta da due immagini, un file di testo e un file audio al server che la ospita produrrà quattro hit.


  152. Riportato in R. Staglianò, op. cit., p. 70.


  153. Web Advertising: Market Analysis & Forecast , pubblicato da Simba (http://www.simbanet.com).


  154. Per esempio i magazine femminili, dove tutti gli articoli relativi alle cure del corpo sono corredati da consigli e ricette che invitano all’uso di determinati prodotti cosmetici, di cui sono dettagliatamente descritte le caratteristtiche e le virtù, o le riviste medico-salutiste, dove si possono leggere reportage informativi che citano, o addirittura spiegano compiutamente, la tal cura offerta dal tal specialista ecc.


  155. C. Martin, op. cit., pp. 157-158.


  156. http://www.sfnb.com.


  157. E. Dazzan, Tutti i servizi on-line e a prova di sicurezza. Security First Network Bank, la prima banca virtuale, "Ingenium" n. 21, 21 dicembre 1996, p. 62.


  158. A. Vaccaro, La prima volta dello sportello virtuale, "Virtual", anno 5, n. 44, luglio/agosto 1997.


  159. E. Dazzan, art. cit., p. 63.


  160. Nel nuovo progetto la chiave segreta viene modificata al termine di ogni transazione.


  161. Computer host deputato alla difesa del sistema contro eventuali utenti che cerchino di accedere alla rete in modo doloso.


  162. K. Ferri e M. Giuntoni, La banca domestica, "Virtual", anno 5, n. 44, luglio/agosto 1997, p. 52.


  163. Sono le Casse di Risparmio che hanno inaugurato in Italia uno dei servizi hi-tech più efficienti, il bancomat, tramite cui si può ritirare denaro liquido dallo sportello di qualsiasi altra banca: questa soluzione è stata sviluppata dall’Ipacri, società specializzata deputata alla gestione di servizi informatici per le Casse di Risparmio, per risolvere il problema dei correntisti che, una volta fuori dalla propria zona, non potevano trovare facilmente uno sportello della propria banca. Ora l’Ipacri ha sviluppato un sistema per servizi bancari online abbastanza sicuro, che potrà essere adottato da tutte le Casse di risparmio che ne faranno richiesta.


  164. http://www.cariplo.it.


  165. http://www.carifi.it/h_info.htm.


  166. G. Moncada, Home banking, pubblicato sul sito RAI di Mediamente, http://www.mediamente.rai.it/home/tv2rete/mm9798.


  167. http://www.bansel.it/hmbnk.htm.


  168. K. Ferri e M. Giuntoni, La banca domestica, "Virtual", anno 5, n. 44, luglio/agosto 1997, p. 53; cfr. G. Moncada, Home banking, http://www.mediamente.rai.it/home/tv2rete/mm9798.


  169. Intervista a N. Negroponte, "la Repubblica", 14 gennaio 1997, p. 36.

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